La Reggiana riparte con un pokerissimo e l’abbraccio dei tifosi

La squadra esibisce un 3-5-2 e molto gioco sulle fasce Si è visto subito pressing per riconquistare la palla 

Nicolò Valli

REGGIO EMILIA. Non è più la Reggiana di Alvini, comincia piano piano ad essere quella di Aimo Diana.


I primi assaggi della squadra che sarà li abbiamo potuti osservare ieri, nella prima uscita stagionale al “Maracanà” di Carpineti.

Le cinque reti (più 3 legni) al Casina non fanno statistica e contano poco o nulla, ma ci sono comunque diversi spunti positivi che il tecnico ex Renate si può portare dietro guardando avanti con fiducia.

Chiariamolo subito: i margini di crescita sono ampi, e questo non può che far piacere a tutto l’ambiente granata. Due anni fa, nel primo test della banda Alvini, ci fu grande stupore per le qualità di gioco mostrate in campo da Rozzio e compagni, dopo anni di mediocrità.

Stavolta Venturi e soci sono stati magari meno scintillanti, ma molti concetti sono rimasti gli stessi di quelli sposati dal tecnico fucecchiese: il dominio del gioco e la volontà di fraseggiare disorientando l’avversario col palleggio sono ancora al centro del villaggio reggiano.

La difesa a 3 ha visto come riferimento centrale il giovane Denis Chiesa (2001 in prova dal Belluno), con Luciani e Camigliano che non hanno rinunciato a sganciarsi dando manforte alla manovra, proprio come interpretava il ruolo l’ex capitano Alessandro Spanò.

In mezzo al campo il tandem Rossi-Radrezza l’ha fatta da padrone, con il regista di scuola Juventus che ha firmato il primo gol stagionale. Libutti e Contessa hanno badato poco a difendere proponendosi spesso sul fondo, con Del Pinto a fare da mediano muscolare.

Davanti la coppia Scappini- Zamparo si è mossa con grande impegno e sacrificio, tenendo palla e cercando con ripetizione la marcatura. Si è giocato senza trequartista, mentre sorprende la capacità di pressing collettivo con l’obiettivo di riconquistare al più presto la palla.

Nella ripresa la solita girandola di cambi non ha cambiato di molto lo spartito, con i soli Guglielmotti, Neglia e Sorrentino assenti per motivi precauzionali e tanti volti nuovi sul rettangolo verde. Più che positiva la prova della formazione montanara, che si è battuta con onore sfiorando anche il gol ad inizio gara sfruttando un buco della retroguardia avversaria.

Diana, più silenzioso rispetto al suo predecessore ma comunque deciso a far rispettare il suo credo tattico, avrà sicuramente preso appunti, in vista della prossima uscita contro l’Atletico Montagna.

Si sono rivisti finalmente i tifosi: muniti di certificato vaccinale o di tampone negativo (e con sciarpe e bandiere, in prima battuta vietati), Gruppo Vandelli e Teste Quadre hanno riabbracciato i propri beniamini, accendendo anche qualche fumogeno ad inizio secondo tempo.

Dopo un anno e mezzo di assenza, è probabilmente questa la notizia migliore di giornata. —

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