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Il presidente Salerno: «Quest’anno chiediamo più severità ai tifosi. Applausi solo se meritati»

Il numero uno granata ha incontrato i giocatori nel ritiro di Carpineti: «La Reggiana non si nasconde: nel calcio conta solo vincere» 

REGGIO EMILIA. Alla squadra ho detto che dobbiamo meritarci gli applausi sul campo, con i fatti, non a parole. Lo scorso anno i tifosi e l’ambiente in generale e mi riferisco anche alla stampa, sono stati tutti vicini alla squadra e ci hanno aiutato. Ma quest’anno vorrei che fosse la Reggiana a trascinare i tifosi e tutto l’ambiente». Il presidente Carmelo Salerno crede che nei mesi scorsi la squadra non sia stata abbastanza punzecchiata. Per questo, incontrando i giocatori nel raduno di Carpineti, li ha invitati a non farsi cullare troppo dall’affetto dell’ambiente.

Dunque chiede più critiche costruttive?


«Dobbiamo essere noi a entusiasmare la gente con il gioco e con le vittorie».

È un messaggio anche ai tifosi?

«A volte le critiche, quando sono a fatte a fin di bene, ci possono aiutare a migliorare, anche se mi auguro che non ci siano, perché significherebbe che siamo sulla strada giusta. Però, ripeto: spetta a noi trascinare i tifosi e l’ambiente. Lo scorso anno tutti i tifosi sono stati straordinari nel sostenere la Reggiana e per questo li devo ringraziare ma quest’anno deve essere la Reggiana a convincere della bontà del nostro progetto».

Che impressione ha avuto del gruppo?

«Sono tutti molto carichi, consapevoli che è un campionato importante e difficile. Vedo il mister motivato, conscio dell’impegno che lo attende».

Mister Diana sembra il valore aggiunto.

«Ci rende felici questa sua concretezza nel pensare ai risultati. È un allenatore che ha una personalità di spicco e sono convinto che era quello che ci voleva in questo momento alla guida della Reggiana. Inutile negare che sono rimaste delle scorie dallo scorso anno. Ma ora iniziamo una pagina nuova e come ha detto giustamente il mister, dobbiamo lasciarci tutto alle spalle e pensare al futuro».

Nonostante tutto non vi siete nascosti e avete apertamente parlato di voler vincere, non è un rischio?

«Ho imparato a mie spese che nel calcio conta solo vincere. Ed è ciò che cercheremo di fare: vincere se possibile tutte le partite. Poi alla fine vedremo se saremo primi, secondi o terzi ma dobbiamo scendere in campo ogni domenica per i tre punti. Ho chiesto questo ai giocatori: avere la voglia di vincere ogni sfida».

C’è voglia di entusiasmare e di entusiasmarvi?

«Ne abbiamo bisogno noi ma anche la città, l’ambiente e i nostri tifosi che hanno sofferto dopo un anno di amarezze. Lo dobbiamo ai nostri sportivi che sono stati costretti a rimanere lontani dallo stadio. A loro dobbiamo regalare qualcosa d’importante. Se ci riusciremo o no, non posso garantirlo ma noi ci dobbiamo provare con tutte le nostre forze».

Quindi è una Reggiana che vuole giocare per tornare subito in serie B?

«È inutile nasconderci: noi giochiamo per vincere il campionato. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo perché questo è lo stimolo che ci deve animare».

Il mister Diana ha rimarcato più volte lo spirito granata.

«Mi piacerebbe vedere in campo lo spirito di appartenenza che serve nei momenti difficili della partita, quando non basta più la tecnica o la tattica ma bisogna mettere in campo il cuore, l’attaccamento alla maglia. Questo vorrei vedere, anche a livello individuale».

Al vostro fianco avrete i tifosi allo stadio, anche se non si sa in che modo e quanti.

«La presenza allo stadio è fondamentale perché il calcio che abbiamo vissuto lo scorso anno non ha senso. Mi ero stancato anche di vedere le partite in televisione dove si sentivano le urla del tecnico e dei giocatori. Il calcio che ci ha proposto l’Europeo è lo spot per il nostro mondo: passione, partecipazione, emozione. Noi rivogliamo questo. Sono sicuro che i tifosi reggiani daranno una spinta in più alla squadra e sarà fondamentale in certe partite per vincere».

Sul mercato il ds Tosi è stato determinato: arriveranno un difensore e un attaccante, poi chi uscirà sarà sostituito ma entro un termine concordato.

«È così. Per noi sono tutti giocatori fondamentali e importanti per il nostro progetto. Chi ha le giuste ambizioni per andare a giocare in serie B è giusto che lo chieda ma anche la Reggiana deve corrispondere un adeguato riconoscimento. Nessun atleta può essere ceduto gratis perché noi li riteniamo importanti e come tali hanno per noi un valore. Inoltre, se dobbiamo sostituirli saremo costretti a fare ulteriori investimenti economico. È logico che se una società ritiene importati i nostri giocatori deve pagarli».

Sull’attaccante potreste fare un investimento considerevole?

«Prima di tutto deve essere un attaccante congeniale al gioco che vuole fare il mister. Non ne facciamo un problema economico ma deve servire alla nostra causa, deve sapersi integrare con tutti gli attaccanti che abbiamo a disposizione».

Ha detto che In caso di riammissione alla serie B del Cosenza sarebbe una seconda retrocessione...

«Ero molto amareggiato perché è successo ciò che non doveva succedere. Un atteggiamento che non accetterò mai, ma ci dobbiamo lasciare tutto alle spalle». —

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