«Soci, dirigenti e allenatore sono ok. La Reggiana può ritornare in alto»

L’augurio di Alessandro Bertoni nel giorno in cui inizia il ritiro: «Spero che il pubblico possa tornare a dare il suo apporto»

REGGIO EMILIA. Tra gli ospiti della serata svoltasi nei giorni scorsi al Circolo Equitazione per il 70° compleanno del Panathlon International, figurava anche il reggiano Alessandro Bertoni, che ha avuto modo di ascoltare ed apprezzare il discorso dei rifondatori dell’attuale società granata.

Luca Quintavalli, Giuseppe Fico e Mauro Carretti hanno infatti ripercorso le tappe di questi anni ricchi di emozioni e soddisfazioni alla Reggiana, con la macchia dell’ultima retrocessione, che non cancella comunque gli splendidi momenti vissuti.


La ricetta per la pronta risalita, nel giorno in cui la squadra inizia il ritiro a Carpineti, prova a darla proprio l’ex giocatore di Fiorentina, Arezzo e Lazio, partito dal settore giovanile della nostra città e ritornato qualche anno dopo in granata (arrivando a totalizzare 39 presenze in serie B con la Reggiana).

Il calciatore reggiano si sofferma anche sull’importanza di riacquisire competitività a livello di settore giovanile. Ai suoi tempi le strutture di via Agosti era un vero e proprio punto di riferimento, non solo a Reggio.

Bertoni, ha seguito l’ultimo campionato dei granata?

«Certo, la Reggiana la seguo in qualsiasi categoria giochi. Sulla retrocessione ci sono sicuramente colpe, ma tanti episodi controversi andrebbero tenuti in considerazione. I granata sono stati l’unica squadra al mondo ad aver perso una partita a tavolino per Covid: anche alla luce della situazione Chievo Verona e di un possibile ripescaggio quella partita con la Salernitana andava rigiocata. In più, se consideriamo rigori non dati, penalty generosi alle altre squadre e episodi dubbi, non meritavamo di certo di retrocedere».

C’è la possibilità di tornare subito in cadetteria?

«Vincere non è mai semplice in qualsiasi categoria, diverse squadre saranno attrezzate. Ci sono comunque buone basi: la dirigenza è ottima ed i soci hanno le idee chiare su quello che bisogna fare; inoltre i giocatori stanno arrivando e l’allenatore sembra davvero molto promettente».

Mister Aimo Diana può aprire un ciclo vincente con questa squadra?

«Ne ho sentito parlare molto bene, conosce il campionato di serie C e non dimentichiamo che il Renate a Padova stava vincendo 3-0 a poco dalla fine... Speriamo anche che il pubblico possa sostenere la squadra tornando finalmente allo stadio, l’anno scorso è stato un danno grosso giocare a porte chiuse».

Lei è partito dal settore giovanile della Reggiana. Si sente di dare qualche consiglio per questo settore?

«Ai miei tempi il settore giovanile era un fiore all’occhiello, ci facevamo rispettare in tutta Italia. Era il Milan ad avere paura di noi, non il contrario. Ora è arrivato come responsabile Lancetti, che è un amico e conosce bene il mondo del calcio. Bisogna rimettere insieme una serie di pezzi, e sicuramente gli arrivi di Costa e Abbruscato vanno in questa direzione».

Un passo molto importante sarebbe il ritorno in via Agosti...

«Quando vestivo la maglia della Reggiana facevamo sempre allenamento in via Agosti. Il centro è poi a pochissimi passi da Villa Granata, che era per noi giocatori fondamentale oltre che punto di ritrovo prima delle partite». —

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