«Studio i giovani per la nuova Unahotels»

Michele Talamazzi ha vagliato i profili dei ragazzi che resteranno in prova a Reggio per tutto il mese di giugno

Nicolò Valli

reggio emilia. Sui tanti giovani che in questi giorni si stanno aggregando a Baldi Rossi e soci per gli allenamenti della Unahotels c’è anche lo zampino di Michele Talamazzi.


L’ex dirigente della Vanoli Cremona è stato ufficialmente confermato capo scouting della Pallacanestro Reggiana, e si appresta così ad iniziare la seconda stagione in biancorosso.

Ecco che, in accordo con il ds Filippo Barozzi, fresco di nomina, si sta allora concretizzando l’operazione iniziata nelle scorse settimane per mettere a disposizione dell’allenatore Caja ragazzi talentuosi e valutarne l’impatto.

Felice per il rinnovo?

«Molto. Sapevo già al mio arrivo che avrei trovato persone con cui poter lavorare bene, ma ho creato in pochi mesi relazioni ottime e dunque sono contento di proseguire questa avventura».

Come giudica la promozione a direttore sportivo di Filippo Barozzi?

«Filippo è un amico, abbiamo un rapporto schietto e diretto. Mi piace confrontarmi con lui: è stimolante per entrambi. Non credo che con il suo cambio di ruolo possa cambiare qualcosa nel nostro lavoro: continueremo a scambiarci pareri, il mio obiettivo è quello di dare a lui referenze sui giocatori».

Come in effetti sta già facendo: in via Cassala si stanno vedendo tanti volti nuovi.

«Dobbiamo ringraziare la società, molto aperta in questo senso: non è da tutti allenarsi nel mese di giugno e soprattutto aprire le porte a ragazzi di altre squadre per dare loro la possibilità di mettersi in mostra. Abbiamo invitato alcuni atleti che si sono messi in luce tra serie B, A2 e campionati esteri. Alloggiano nelle case messe a disposizione dal club e vengono in palestra, così noi abbiamo l’opportunità di studiarli».

Come si stanno trovando?

«Direi molto bene. Si impegno mettendo sul parquet applicazione e intensità. Ogni giorno imparano qualcosa dal coach Caja: Attilio è un allenatore esperto e dalla grande passione, e in questo periodo funge da insegnante per questi ragazzi».

Parallelamente sta già cominciando a proporre nuovi acquisti per la Unahotels della prossima stagione?

«È un lavoro che si concretizza in estate, ma che va avanti in realtà tutto l’anno. Adesso poi abbiamo l’opportunità di assistere nuovamente alle partite dal vivo, ed è un vantaggio non indifferente. Al palazzetto riesci infatti a cogliere meglio i movimenti senza palla e farti un’idea più completa».

Non si corre il rischio di avere un’impressione errata poi determinante nelle scelte?

«Serve pazienza. Siamo nell’epoca del “tutto e subito” dove spesso ti mandano la clip con le migliori azioni, ma per conoscere un giocatore bisogna guardare più partite in diversi ambienti».

Niente di interessante dalla Coppa Africana dove è stato ospite Andrea Menozzi?

«Qualcosa di buono si trova sempre, ma anche in quel caso serve una valutazione approfondita tenendo presente il contesto particolare».

Avete già un’idea ben definita in tema di costruzione della squadra?

«È una domanda a cui deve rispondere il direttore sportivo, ma posso dire che le linee guida sono già chiare». —

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