La Reggiana ripiomba in C, mister Alvini in lacrime: «Chiedo scusa a tutti»

La giornata di Max era iniziata con la consegna della Panchina d’Oro L’allenatore glissa sul futuro: «Ora ho solo un grande disagio» 

REGGIO EMILIA La partita decisiva, quella che poteva tenere ancora vive le speranze di salvezza per la Reggiana e che invece ha finito per condannare i granata, il tecnico Massimiliano Alvini, che tocca il traguardo delle 250 panchine tra i professionisti, l’aveva iniziata ricevendo la panchina d’oro come miglior allenatore della Serie C per la stagione 2019/20 e l’ha finita in lacrime, nella sala stampa del Città del Tricolore, per quello che ha tutta l’aria di essere un saluto alla città.

«C’è tanta amarezza e tanto disagio per la sconfitta – ha sottolineato il tecnico visibilmente amareggiato – da parte mia non essere riuscito a portare la squadra ai playout mi lascia profonda amarezza e grande dispiacere. Le responsabilità sono di tutti. Sono ferito. Ci abbiamo sempre creduto, specialmente dopo la vittoria con il Pordenone, mentre la sconfitta di Pescara è stata inaspettata e abbiamo delle responsabilità».



Mister Alvini però non pensa che la retrocessione sia maturata solo in queste ultime giornate: «Della sfida contro la Spal non posso rimproverare nulla ai miei giocatori – ha affermato – perché hanno dato tutto e credo che la sconfitta arrivi da più lontano. È giusto che io mi assuma le mie colpe e dentro di me avverto molto disagio per questa retrocessione».

È opinione comune che il mercato di gennaio non abbia rinforzato la squadra ma l’allenatore si tiene alla larga da questo ragionamento.

«Devo ringraziare tantissimo la società, il mio disagio è per loro, per i giocatori e per il mio staff. Insieme abbiamo fatto un percorso ed ero sicuro di arrivare ai playout per giocarci poi la salvezza. Ora non serve trovare alibi, ma prendersi le proprie responsabilità e chiedere scusa a tutti. Questa però è una società seria che ha le basi per riprogrammare. Io ho preso la Reggiana in Serie D e mi era stato chiesto di portarla in C, ora purtroppo retrocediamo, ma sono sicuro che ci sia la forza per ripartire».



Che cosa è mancato per arrivare alla salvezza?

«Faccio fatica in questo momento a dire che cosa ci è mancato. Dobbiamo solo prendere atto di quello che è successo senza cercare degli alibi».

Le ha voglia di allenare la Reggiana in Serie C?

« In questo momento in me c’è solo grande disagio».

Nelle ultime partite si è affidato principalmente allo zoccolo duro della squadra.

«Ho ringraziato uno a uno tutti i miei calciatori, aver giocato 2 partite in 3 giorni ci ha portato a fare delle scelte, ma dal punto di vista dell’impegno non posso rimproverare a nessuno. Tutti hanno dato il loro meglio».

C’è qualcosa che non rifarebbe o farebbe in modo diverso?

«Non abbiamo gestito bene dal punto di vista del lavoro il periodo post Covid e quella è una colpa che ho. Aver vinto con il Venezia con un solo allenamento, ci ha tolto degli obiettivi che avevamo in testa e in quei 15 giorni prima di Lecce abbiamo sbagliato alcune cose».

Lei rimane nella storia della Reggiana.

«Questa è una grande società, fatta di uomini veri che non mi hanno mai fatto mancare nulla. Con questa proprietà Reggio Emilia può ripartire e programmare qualcosa di importante. Ho avuto la fortuna di lavorare due anni con questa società e posso dire che il tifoso se la società riparte può vedere un futuro migliore».



Che cosa è successo a Pescara?

«La squadra ha dato tutto sempre. Ha sbagliato alcune partite, ma dal punto di vista dell’impegno poche volte ci siamo confrontati in spogliatoio. Da quel punto di vista la squadra ha sempre dato il massimo».

A fine partita che cosa ha detto ai giocatori e alla società con cui ha sempre avuto un legame molto forte?

«Ho allenato un gruppo di uomini veri e tutto quello che ci siamo detti l’abbiamo fatto in modo leale senza alcun problema. Dopo la partita li ho solo ringraziati perché l’impegno e la volontà ci sono state. La società sa quello che penso».

Che cosa si sente di dire ai tifosi della Reggiana che l’hanno sempre sostenuta in questi mesi?

«Di continuare a voler bene alla loro Reggiana. Volevo portarli a Parma, ma non ci sono riuscito. Sono sicuro che ci andranno in futuro perché hanno una società forte. Posso solo dire grazie a loro e alla città di Reggio». —

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