La Reggiana spera ancora L’Ascoli ha messo il turbo mentre il Pordenone rischia

La vittoria con i friulani, grazie al gol di Ajeti, arriva dopo giorni di tensione Il presidente Salerno: «Successo importante perché mancava da tanto» 

Jacopo Della Porta

REGGIO EMILIA. Doriano Tosi che va in panchina per la prima volta in questo campionato per dare un segnale di vicinanza. Massimiliano Alvini che urla meno del solito e a fine gara imbocca subito il tunnel. Ajeti che segna il gol vittoria e indica con il dito il vice allenatore Montagnolo perché «poco prima del gol mi ha detto di restare dietro per far salire Yao. Invece non gli ho voluto dare ascolto e sono andato in area».


Dalla sconfitta al Granillo in poi, per la Reggiana sono stati giorni di tensione. Del resto, con la retrocessione a un passo, non potevano essere rose e fiori. Inevitabilmente è iniziata una sorta di resa dei conti interna. «Sono stati giorni difficili. Abbiamo fatto dei mea culpa, se prendiamo sempre gol all’ultimo è colpa nostra, non è merito degli avversari», ha detto il presidente Carmelo Salerno sabato al fischio finale.

Ma ora, a tre partite dal termine, la Reggiana ha ben in testa il suo obiettivo. Il successo in casa con il Pordenone, ottenuto faticosamente, tiene accesa la speranza. «Abbiamo vinto una partita dopo tanto tempo e questa è la cosa più importante», ha detto il presidente. Difficile dargli torto, dato che i 3 punti mancavano da dieci gare, dalla trasferta del 20 febbraio a Cittadella.

Purtroppo per la Reggiana, però, anche le avversarie hanno vinto. In particolare l’Ascoli ha messo il turbo. I marchigiani hanno battuto la capolista e sono reduci da altre vittorie squillanti con Spal e Monza. Risultati che fanno capire quanto il calendario possa essere uno strumento di previsione poco affidabile.

Per rientrare in zona playout, ai granata servono ancora una volta tre fattori concomitanti. Vittoria domani a Pescara, mentre Cosenza e Ascoli non devono vincere.

Ma in queste ore sono in molti quelli che credono che il Pordenone potrebbe finire risucchiato nella lotta salvezza, molto di più dei marchigiani.

L’Ascoli comunque domani sfida la Reggina in trasferta e non sarà una passeggiata, dato che i calabresi hanno i playoff nel mirino. L’impressione però, sempre basandoci sul calendario, è che Cosenza e Pordenone siano attese da partite più difficili.

I calabresi vanno ad Empoli, ormai a un passo dalla promozione in A, poi ospiteranno il Monza, che è a 3 punti dal secondo posto, e infine chiuderanno la stagione in trasferta contro il Pordenone. I ramarri prima di questa partita se la vedranno con la Salernitana (che punta il secondo posto e deve guardarsi le spalle dai brianzoli) e il Venezia.

Insomma, mancano ancora tanti verdetti e questo mantiene vivo il campionato. La prima certezza stagionale è la retrocessione della Virtus Entella.

Il Pescara non è ancora matematicamente in C ma manca poco. In Abruzzo il clima è rovente e domani la Reggiana incontrerà una squadra disperata. Non è una situazione agevole, perché il Delfino avrà l’obbligo, anche nei confronti della piazza, di onorare la maglia. Servirà un atteggiamento più aggressivo di quello che si è visto con il Pordenone. «Questa squadra ha dimostrato di essere ancora viva. Non vogliamo mollare e dobbiamo fare di tutto per vincere le ultime partite di campionato», ha assicurato Ajeti a fine gara ai microfoni di Dazn. —

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