La speranza dei tifosi della Reggiana «Salvezza possibile ma serve il cuore»

Agguantare i playout per il popolo granata è ancora possibile ma l’impressione è che spesso la squadra sia «rassegnata»

Marco Bertolini

REGGIO EMILIA. L’inaspettata sosta del campionato di Serie B lascia spazio ai pensieri ed ai timori dei tifosi in vista della decisiva partita che vedrà la Reggiana affrontare il Pordenone il 1 maggio, nell’anniversario della storica impresa di San Siro.


L’analisi dei tifosi, come sempre, da vita a molteplici sfaccettature, ma il comune denominatore è il conflitto tra ragione e sentimento, tra l’amore per i colori granata e la realtà che ci racconta di una squadra in difficoltà. Concetti ben esemplificati dal pensiero di Massimo Rondanini: «Il cuore dice che ci salveremo, la ragione dice di no, ma a volte è bello credere nei miracoli». Roberto Ravazzini rimarca il medesimo concetto di Massimo. «Matematicamente abbiamo ancora una possibilità anche se siamo legati ai risultati delle altre squadre, ma se con tutto il cuore voglio sperare che andrà tutto bene, razionalmente credo che sarà un’impresa durissima, perché analizzando l’andamento del campionato ho paura che il nostro destino sarà quello di retrocedere». Non si discosta molto neppure l’analisi di Davide Compagni. «A quattro giornate dal termine pensare alla salvezza diretta con un ritardo di 6 punti è impossibile. Purtroppo sarà complicato anche raggiungere la quart’ultima posizione per i playout, sempre che saranno disputati. L’andamento della squadra nelle ultime giornate - sottolinea Davide - non lascia spazio all’ottimismo e credo che al 99% si concluderà la nostra breve esperienza in Serie B».

Anche se consci delle tante difficoltà, sono decisamente più ottimisti Luciano Manicone e Andrea Agoletti: «Fino a che la matematica non ci condannerà io sono ottimista – evidenzia Andrea – ci possiamo salvare. Credo più probabile si debba passare dai playout, ma si sa il calcio è strano. In Serie B negli scorsi campionati è successo di tutto e di più, e reputo che ci sia ancora una speranza di agguantare la salvezza diretta». Luciano Manicone punta tutto sull’orgoglio dei giocatori granata: «Sono convinto che la Reggiana sia ancora in corsa per la salvezza, anche se, a mio avviso, questa sosta ci penalizza. I ragazzi devono pensare che 10 mesi fa hanno fatto qualcosa di incredibile entrando nella storia granata - spiega Luciano - ora dipende da loro rimanerci, compiendo qualcosa di ancora più grande. Sarebbe una pagina bellissima da scrivere dopo tutto quello che ci è capitato in questa stagione».

Quando si parla di cuore, si parla anche di passione e Stefano Rabitti e Andrea Rondanini fanno un appello alla squadra per cercare di scacciare l’aura di sfiducia che sembra attorniare la Reggiana: «Voglio credere alla salvezza fino a che la matematica non condannerà la Reggiana – puntualizza Andrea - ma al contempo bisogna iniziare a “mordere” gli avversari sin dal sottopassaggio, per evitare di ricadere nei soliti errori e per sovvertire un destino che sembra già deciso». Così come Andrea anche Stefano si aspetta di vedere una squadra più impetuosa in campo per non far spegnere l’ultima speranza: «Ritengo che più che delle qualità tecniche questa squadra manchi di cattiveria agonistica. Osservando le partite dalla tv si ha la sensazione che i giocatori accettino passivamente quanto accade in campo, non li vedo mai accalorarsi per una decisione avversa o avere una reazione una volta in svantaggio. Se vogliamo avere una minima possibilità dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e mettere in campo tutto il furore agonistico di cui siamo capaci. Solo così potremo lottare per salvare la Serie B». —

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