Johnson: "Con Varese la Unahotels vuole riscattarsi"

Justin Johnson durante la sfida a Cremona

Il lungo biancorosso focalizzato sullo scontro salvezza di domenica all'Unipol Arena

REGGIO EMILIA. "A questo punto della stagione, con tutto quello che c’è in ballo da giocarsi, gli stimoli vengono da soli, vogliamo riscattarci e vogliamo salvezza».
Fa professione di massimo impegno Justin Johnson, uno dei lunghi della Unahotels che domani si giocherà una discreta porzione di salvezza contro Varese, rivale diretta oggi a quota 18 punti. Una formazione, quella lombarda, che ha cambiato passo e ha trovato coesione quando ha potenziato la propria presenza vicino a canestro, unendo l’atletico centro Egbunu a Morse e soprattutto al venerabile maestro argentino Luis Scola, ormai impegnato unicamente come ala forte. Per i pariruolo reggiani, sarà un pomeriggio di grande impegno, e Johnson - con il suo dinamismo - sarà chiamato a un grande lavoro sia offensivo che difensivo.
L’ala statunitense ha recuperato ormai pienamente la sua condizione dopo l’infortunio muscolare che dalla fine del 2020 lo ha costretto in infermeria per oltre due mesi. Al suo rientro si è trovato immerso in un quadro radicalmente cambiato, con gli addii a Sutton e Bostic, con l’innesto di un altro centro puro di peso come Sims oltre che di Lemar e Koponen, per finire poi con la lunga striscia negativa e con il passaggio da coach Martino ad Attilio Caja. “J.J” non è mai riuscito a trovare vera continuità, anche prima dell’infortunio, in questo finale di stagione la sua potenza e la sua capacità di trovare punti in isolamento potrà tornare molto utile.

Dopo l’amarezza di Cremona, come è andata questa settimana, anche alla luce dei risultati delle rivali?
«A questo punto della stagione gli stimoli vengono indipendente da qualsiasi risultato e da qualsiasi contesto. Gli obiettivi sono qui da prendere, vogliamo la salvezza, vogliamo riscattarci, questa è stata una settimana di duro lavoro, intensa, che ci permette di arrivare all’impegno nel migliore dei modi».
Dopo il vostro brillante inizio, avrebbe mai immaginato che sarebbero potute arrivare difficoltà simili?
«Adesso non è il momento di guardarsi dietro e di avere rimpianti. È stata una stagione stranissima, con tutto quello che è successo, le assenze, il Covid, i palazzetti vuoti».
Nulla di ordinario...
«Credo che ce la ricorderemo a lungo, e come una stagione strana. Ora dobbiamo pensare solo a finire tutto nel migliore dei modi, dobbiamo concentrarci solo su questo. Tutto il resto è inutile, adesso non possiamo pensare ad altro».
È esagerato definire decisiva la partita con Varese?
«Ora abbiamo di fronte quattro partite ugualmente importanti, Varese è la prima da affrontare, certo. Ma come ho detto prima, dobbiamo guardare solo a un giorno dopo l’altro, quindi ora pensiamo a Varese, poi penseremo all’impegno successivo, senza guardare al passato».
Varese è una squadra fisica e tosta, per voi lunghi. Che match si aspetta?
«Varese è una squadra di talento, con tante qualità, molto fisica e atletica sotto canestro grazie ai propri lunghi. Viste queste caratteristiche, dobbiamo farci trovare pronti, prepararci al meglio».
A proposito di lunghi, con il nuovo assetto e le rotazioni degli stranieri cambia spesso ruolo, giocando da ala forte ma anche da centro. Come si trova in questa alternanza?
«Sto giocando da 4 e da 5 e non ho problemi a muovermi in entrambe le posizioni. D’altronde ho sempre giocato nei due ruoli, ho sempre spaziato nelle posizioni. Quello che posso dire è che cerco sempre di farmi trovare pronto in qualsiasi modo mi venga chiesto, l’importante è essere utile alla squadra».
È stato fermato da un lungo infortunio. Ne sente ancora le scorie?
«Come ho spiegato prima, questa è stata una stagione molto strana e molto stressante dal punto di vista fisico e mentale. A livello personale l’infortunio ha contributo a renderla ancora più tosta».
E ora?
«Ora però mi sento e sono pronto ad affrontare al massimo l’ultimo mese di stagione, quello decisivo».