«Reggiana attenta alla troppa pressione, l’Empoli non ha l’ansia di fare risultato»

Pane è stato capitano dei toscani e mister granata «Credo che Alvini chiederà ai suoi pressione e rapidità»

REGGIO EMILIA. Dell’Empoli è stato capitano, lì ha giocato quasi 200 partite, ha allenato prima gli allievi nazionali e quindi la “Primavera”. A Reggio e alla Reggiana, invece sono legati i suoi anni migliori da tecnico in prima squadra, con la promozione in C1 e il sogno serie B sfumato ai playoff dopo due rocambolesche partite con la Pro Patria.

Alessandro Pane mette subito avanti le mani. «Non cominciate a mettermi in difficoltà, per favore niente pronostici o curiosità a chi delle due vada il mio tifo». Naturalmente, a proposito di salvezza, si augura «che la Reggiana se la cavi».


La chiacchierata avviene, ovviamente, per telefono. Ma a Pane si illumina il viso al ricordo della sua esperienza reggiana. «Due stagioni e mezzo di crescita costante, personale e di gruppo, ottimi risultati. La delusione della sconfitta nei playoff a Pagani all’ultimo minuto, in C2; la cavalcata vittoriosa dell’anno successivo, con la rimonta sul Bassano che ad un certo punto pareva imprendibile». I pensieri corrono ai bei momenti. «Il torneo di C1 con la chicca dei playoff, la città che ci aveva adottato, ci seguiva. La società appena ricostruita dalle ceneri del fallimento targato Foglia era seria, attenta, mi sono trovato davvero bene».

Dal suo ritiro forzato in Toscana (è ancora sotto contratto con l’Inter in quanto nello staff di Spalletti) ha seguito la squadra di Alvini?

«Ha avuto tanti problemi, Coronavirus, infortuni, ultimamente a livello di gioco è tornata ad esprimersi a buoni livelli. Deve tener duro, lottare sino alla fine, può farcela. L’importante è crederci sempre, non ripudiare i propri concetti».

Un giudizio sull’Empoli, le farà piacere vederla in alto…

«Certo, ha una struttura societaria solida, un gruppo coeso, sa come si fa a vincere e, cosa non di poco conto nel calcio, anche come si perde senza fare drammi. Il campionato dice che è di gran lunga la migliore, per organico e continuità di rendimento, anche se sta avendo adesso i problemi che la Reggiana ha avuto ad ottobre».

Data la situazione la Reggiana dovrebbe provare a tenere ritmi alti, per capitalizzare forse una condizione fisica non ottimale dopo una decina di giorni di quarantena?

«Quello di quest’anno è un campionato anomalo, giochi spesso e sconti infortuni. Avere una condizione atletica e mentale costante e sempre alta è difficile, di solito contro squadre dal maggior tasso tecnico aumentare i ritmi è una delle risorse migliori. Alvini è bravo, sa quel che deve fare: mi immagino che chiederà ai suoi pressione e rapidità di esecuzione. Lasciatemi dire che forse la partita è più importante per la Reggiana, l’ Empoli comunque vada rimarrà in zona promozione diretta e con due gare da recuperare. Non vorrei che la pressione giocasse contro i granata». —

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