Non solo sviste arbitrali: nella crisi della Reggiana troppi numeri impietosi

Solo l’Entella ha subito più gol dei granata che hanno il record negativo di pareggi Pesano le sconfitte shock contro Lecce, Cremonese, Monza e Pordenone

REGGIO EMILIA. «Finché mi batte il cuore e finché mi reggono le gambe, non mollerò mai». È il grido di battaglia di Ivan Varone, protagonista del pareggio acciuffato in extremis contro il Brescia. Ma a questo punto è giusto chiedersi: basterà? Il primo elemento che emerge è che la Reggiana ha una media partita pari a 0,96.

La classifica indica che sarà una volata a quattro per stabilire chi potrà giocarsi la salvezza ai playout e in questa logica occorre tenere conto anche dei confronti diretti. La Reggiana è in vantaggio sul Cosenza, è in parità con l’Ascoli ma ha una pessima differenza reti ed è in svantaggio col Pescara avendo perso al Città del Tricolore ma deve giocare la partita di ritorno. Un altro elemento da tenere presente è che se tra la quintultima e la quartultima ci sono più di quattro punti non si disputano i play out ma la quartultima retrocede direttamente.


MOTIVAZIONI

Il calendario presenta difficoltà per tutte le squadre. In questa fase finale le motivazioni fanno la differenza, come ha dimostrato il Brescia. La Reggiana è attesa da confronti impegnativi a iniziare da venerdì (sempre che non venga concesso il posticipo di 24 ore) quando al Città del Tricolore arriverà la capolista Empoli che sarà pur rimaneggiata e poco allenata per il caso Covid ma ha pur sempre quasi il doppio dei punti dei granata e numeri importanti pur con due partite in meno: ha perso una sola partita e ne ha vinte 15, ha segnato 53 gol, ne ha subiti solo 24. Se osserviamo più in generale il calendario, si può dire che la Reggiana ha, ipoteticamente, solo una sola partita contro un avversario demotivato quale potrà essere il Vicenza all’ultima giornata. Tutti gli altri avversari si giocano qualcosa di importante, anche se questo è un concetto che vale per le dirette concorrenti dei granata.

CALENDARIO

Dopo l’Empoli, i granata sono chiamati alla trasferta di Reggio Calabria: la Reggina continua a cullare il sogno playoff e domenica ospita il Vicenza. Poi a Reggio arriva il Pordenone che potrebbe avere già staccato il biglietto per la salvezza diretta (trasferta a Cremona e gare interna col Frosinone) oppure ancora in bilico ma certamente in una posizione di vantaggio. Superato questo ostacolo avrà un altro confronto diretto a Pescara contro un avversario che al momento sembra quello più in forma. Il Pescara crede di poter agganciare i playout (oggi distanti 4 punti) soprattutto perché ha ancora diversi scontri diretti: sabato giocherà a Brescia prima di ospitare l’Entella, poi la trasferta a Cosenza e infine il match interno con la Reggiana, poi le ultime due partite a Cremona e in casa con la Salernitana. Un calendario che effettivamente concede ancora delle chance al Pescara.

Ma tornando alla Reggiana, dopo c’è il derby con la Spal e l’ultima a Vicenza.

La media punti partita dice che la Reggiana ha una potenzialità di sei punti ma con 37 punti il rischio è grosso. Per questo motivo occorre cercare a tutti i costi la vittoria sull’Empoli per poi pensare al colpaccio esterno a Vicenza e a giocarsi le altre quattro partite.

Ascoli e Cosenza? L’Ascoli ha un calendario simile alla Reggiana con tanti avversari in comune: Spal, Empoli e Reggina. Forse il Cosenza è leggermente penalizzato perché ha solo due gare in casa (Pescara e Monza) e quattro fuori (Venezia, Pisa, Empoli e Pordenone) ma è pur vero che la squadra di Occhiuzzi è micidiale lontano dal San Vito.

I numeri, dopo 32 partite, hanno sempre una loro validità: solo l’Entella ha fatto peggio della Reggiana per i gol subiti (49 tanti quanti il Pescara) per le partire perse (17 anche qui a braccetto degli abruzzesi) per i punti in trasferta (11). Nonostante gli ultimi tre risultati, la Reggiana è ultima per numero di pareggi (solo 7) ma ha vinto 8 partite e ha anche incrementato i gol realizzati (27 contro i 26 di Cosenza e Pescara e 25 dell’Entella).

Se poi ci addentriamo nei minutaggi dei giocatori per cercare di capire se la Reggiana abbia margini di miglioramento si può affermare che i rinforzi di gennaio hanno reso poco: Siligardi tra infortunio e Covid ha giocato 454 minuti (8 presenze), Laribi 845 in 13 presenze, Ardemagni 781 minuti in 11 presenze, Del Pinto 824 minuti in 12 presenze e Yao 604 minuti in 9 presenze.

Si potrà dire che la Reggiana è stata costretta ai play out dagli errori arbitrali? Forse, perché con il gol annullato a Mazzocchi sono otto gli episodi discutibili, però è anche vero che la Reggiana ha pagato per colpe sue, vedi le sconfitte interne con Lecce, Cittadella, Reggina, Pescara e Frosinone o quelle dove “non pervenuta” come Lecce, Cremona, Monza, Pordenone. —

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