L’emozione di Matteo Colli “deb” vincente al Mirabello

«L’Inno di Mameli cantato al centro del campo della mia città: impagabile Grazie al Valorugby pratico lo sport che amo e continuo a studiare»

REGGIO EMILIA. Una partita da ricordare. Non solo per i 69 punti segnati con undici mete (record stagionale per il Valorugby). Ma anche per le tante “prime volte” in campo per molti Diavoli. Contro la Lazio sabato scorso, infatti, è arrivata la prima meta di Giovanni Mattioli, il primo boccale di birra “Player of the match” per Anton Gatti e, soprattutto, la prima volta da titolare in Top10 per Matteo Colli, 20 anni, reggiano doc, autore di un’ottima partita in quello che era in pratica un vero e proprio debutto.

«Sono soddisfatto di come ho giocato. È mancata solo la ciliegina sulla torta di una meta che ho soltanto sfiorato, ma va bene così. In settimana coach Manghi mi aveva fatto capire che ci sarebbe stata questa occasione, a me le sfide piacciono e l’ho colta con determinazione e tranquillità. Forse il momento più emozionante è stato prima del match, durante l’inno nazionale. Cantarlo al centro del campo in quella che è la città del Tricolore, la mia città, con i colori della mia squadra, è stato da brividi».


Colli aveva già assaggiato il campo nella stagione 2018/2019 giocando una manciata di minuti contro il Valsugana.

«Sì, ma non è paragonabile. Sabato ho giocato tutta la partita, ho dato come sempre il massimo e spero che il coach lo abbia apprezzato. Nel mio ruolo siamo in tanti, c’è molta concorrenza, ma come ho detto mi piace la sfida, e mi metto in gioco ogni sabato».

La passione per il rugby di Matteo Colli nasce in tenera età.

«Devo dire che da bambino ho provato un po’ tutti gli sport. Poi, a 7 anni, mi hanno iscritto al campo estivo della Canalina ed è stato un colpo di fulmine con la palla ovale. Da lì ho iniziato la trafila delle giovanili fino all’under 18 sempre con la maglia dei Diavoli. Essere in prima squadra è già motivo di grande orgoglio per me. Potermi allenare con giocatori come Rodriguez e Farolini, un’opportunità quotidiana di crescita».

Il Valorugby quest’anno non nasconde le ambizioni. Lei come vede questo finale di stagione?

«La società ha ben chiaro l’obiettivo da raggiungere. E noi siamo coinvolti e condividiamo questo obiettivo. I play off sono praticamente a un passo, poi dovremo solo farci trovare pronti in semifinale. Onestamente, non ho preferenze su chi affrontare. Petrarca, Rovigo e Calvisano sono tutte forti, ma se giochiamo con la giusta tensione abbiamo le carte in regola per battere chiunque».

Non c’è solo il rugby nella vita di Matteo Colli. Non è così?

«Assolutamente no, il rubgy è tanta parte della mia giornata, ma faccio anche altro. Tanto per cominciare, come molti miei compagni studio, sono iscritto al secondo anno di Economia e Finanzia a Unimore. L’obiettivo è finire il prima possibile la triennale, poi si vedrà. Finché potrò ho intenzione di conciliare rugby e studi/lavoro. Se c’è una società in Italia che consente di portare avanti entrambi i percorsi, questa è il Valorugby. Qui ho tutto per realizzare i miei sogni». —

R.S.

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