Reggiana

Roberto Tegoni

FROSINONE. Finisce 0-0 la sfida dello Stirpe contro il Frosinone del neo allenatore Fabio Grosso. E la domanda da farsi al termine di partite come queste è sempre una: punto guadagnato o due punti persi? Perché la Reggiana, nello splendido impianto frusinate, gioca una partita di autorità. Produce diverse occasioni da gol e soprattutto esce dal campo con lo 0 alla voce reti subite. Il controcanto viene conseguentemente: dopo una partita giocata bene, è un peccato non essere usciti con una vittoria contro un Frosinone sicuramente non nella sua migliore versione.


Per la corsa salvezza, a nostro avviso, tuttavia, è un punto importante. Poco male se il Cosenza nel pomeriggio aveva battuto l’Ascoli nello scontro diretto, superando così i granata. Da un punto di vista del peso specifico, questo pareggio può valere oro. A patto che poi nelle sfide interne con Brescia ed Empoli, i granata riescano a raccogliere almeno una vittoria.

RITORNO ALLE ORIGINI

Massimiliano Alvini torna al passato. Cerca di dare nuove, vecchie certezze ai giocatori in campo schierando tre difensori centrali, Costa, Rozzio e Yao – quest'ultimo tra i migliori in campo – con due esterni come Libutti e Lunetta a correre sulle fasce. Centrocampo con Varone e Radrezza, mentre Laribi è libero di agire dietro le punte e in fase di non possesso tornare a dare una mano in mediana. La novità viene dalla coppia d’attacco. Dribblati tutti i giornalisti reggiani che davano Kargbo titolare: il trainer toscano sceglie la doppia punta Mazzocchi-Ardemagni. E i due non vanno nemmeno troppo male: il 99 granata, ex di turno, gioca un'ottima partita e si prende le “botte” dei difensori giallazzurri, bomber Mazzocchi, invece, è più pericoloso sotto porta.

LA REGGIANA TIRA

Radrezza al 2’ e Mazzocchi al 19’ con interventi di Bardi a deviare in calcio d'angolo. Poi la conclusione alta di Varone. La Reggiana riassapora il brivido del tiro in porta in questo modo nel primo tempo. Nota a parte la merita l’intervento pallavolistico di Zampano (quello del Frosinone) che controlla sull'out di destra il pallone con una mano. Già ammonito, l’arbitro fischia il semplice calcio di punizione per i granata, che chiedono invano il secondo giallo.

Nella ripresa, la Reggiana fa ancora meglio. Lunetta spara alto al 7’. Meglio non fa Iemmello al 16’ che grazia la difesa granata non deviando da sottomisura. Poi ancora Rozzio di testa, alto, e Fausto Rossi – entrato al 19’ del secondo tempo, bentornato! – che con due tiri-cross impensierisce Bardi, che in un'occasione deve anche ricorrere alla deviazione. Lo stesso Rossi è oggetto di un fallaccio nel finale da parte di Curado, che si prende solamente l'ammonizione. C’è spazio anche per Zamparo, che in cinque minuti si adopera in una conclusione velenosissima che fa la barba alla traversa. Mentre al 24’ era stato Venturi a ergersi protagonista, con un tuffo a deviare il tiro di Iemmello. E Kargbo? In mezz'ora, tiene in pensiero la difesa e chiede un rigore, sul quale l’arbitro sceglie, al contrario e forse a torto, per la simulazione e la conseguente ammonizione.

E allora teniamocelo stretto questo punto.

La Reggiana muove la classifica e sì, viene superata dal Cosenza, ma allunga sull'Ascoli, terzultimo. —

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