Sassi: "I soci non mollano: è ora che lo faccia anche la Unahotels"

Graziano Sassi, socio della Pallacanestro Reggiana

Il socio biancorosso rinnova la fiducia al gruppo, ma avverte: "In campo i ragazzi debbono mettere l'anima"

REGGIO EMILIA. «La società ha fatto tutto quello che doveva fare. La proprietà non si è mai tirata indietro, adesso tocca ai giocatori fare risultato, tocca a loro mettere in campo l’anima e vincere».
Graziano Sassi, socio della Pallacanestro Reggiana, non ha perso un briciolo dell’entusiasmo, nonostante la serie di sconfitte inanellate dalla Unahotels nel 2021.
«Quando, accogliendo la proposta di Landi, ho accettato di entrare in società, non immaginavo che la pallacanestro avesse tutto questo seguito. La società è ben strutturata e la squadra ha qualità: non possiamo non farcela», avverte l’imprenditore scandianese amministratore unico di GS Brands, azienda che opera nel mondo dello stock di abbigliamento ed accessori dei più importanti luxury brands con distribuzione in Europa e nel mondo.

La partenza della stagione vi aveva illuso?
«Eravamo terzi, giocando bene e con tanto entusiasmo. Per me è inspiegabile ciò che è successo in seguito perché a inizio campionato c’era una grande carica. Sicuramente il Covid ha cambiato le cose. Se non fosse scoppiato il focolaio in squadra penso che saremmo rimasti fra le prime, ma purtroppo le cose sono andate diversamente».
Avete cambiato molto e, a un certo punto, avete deciso di cambiare anche la guida tecnica esonerando Antimo Martino e affidando il team a Attilio Caja. Come sono avvenuti questi passaggi?
«Noi soci non ci siamo mai tirati indietro e abbiamo fatto tutti gli sforzi possibili per risolvere la situazione. Abbiamo dato fiducia a Martino, che continuo a reputare un buon allenatore oltre che una persona di spessore, fino a che non è stato evidente che psicologicamente aveva perso i giocatori. Avevo visto anche alcuni allenamenti e vedevo comunque i ragazzi impegnarsi. I risultati però non sono arrivati e così abbiamo deciso di cambiare allenatore».
La decisione non è stata tardiva?
«Forse è stata presa con un po’ di ritardo, ma sono comunque convinto che la squadra possa salvarsi. Ho grande fiducia in Caja».
Che impressione le ha fatto il nuovo allenatore?
«Indubbiamente ha carattere. È però arrivato da poco e non ci si può aspettare tutto e subito da lui. Anche se personalmente non l’ho ancora conosciuto, sono fiducioso che possa portarci alla salvezza».
Intanto è arrivata l’eliminazione dalla Fiba Europe Cup. Delusi?
«Caja è arrivato da poco e sta prendendo in mano la squadra. In coppa ho comunque visto alcuni miglioramenti nell’atteggiamento della squadra. Piccoli segnali fra i giocatori, come darsi il cinque o sostenersi, tutte cose che si erano perse e che mi fanno ben sperare per il futuro. L’Europa ormai è persa: adesso pensiamo al campionato».
Molti tifosi sono sfiduciati se non inferociti, a causa della serie nera. Voi soci avete perso l’entusiasmo?
«Posso capire la frustrazione perché a nessuno piace perdere così tante partite. Nonostante le delusioni, noi non abbiamo perso l’entusiasmo. L’anno scorso, il mio amico Stefano Landi mi chiamò dicendomi che bisognava salvare la pallacanestro e che entrando in società avrei fatto qualcosa di importante per la mia città. Non mi sono tirato indietro e come me hanno fatto gli altri soci. In un’annata così difficile come è questa, abbiamo fatto tanti sforzi e manterremo i nostri impegni».
Quanto sta influendo il Covid sulla vostra stagione?
«Tantissimo. Soltanto le spese per i tamponi sono elevatissime. Alla fine, a bilancio, ci verrà a mancare circa un milione di euro di incassi. In più giocare in impianti completamente deserti è deprimente. Non per questo smetteremo però di crederci. Personalmente ho grande fiducia sul fatto che si possa ricominciare a vincere in campionato e raggiungere la salvezza».
Spera che si arrivi al blocco delle retrocessioni?
«Non dobbiamo neppure pensarci. Vogliamo vincere e salvarci sul campo, per pensare poi alla prossima stagione».
Crede che la Unahotels possa ritrovare l’agognata vittoria nel posticipo di lunedì con Pesaro?
«Non sono un esperto, mi sono avvicinato a questo sport da poco e non mi addentro in questioni tecniche. Vedo però dei piccoli segnali incoraggianti. Abbiamo giocatori con qualità e adesso è arrivato il momento di dimostrarcelo. Contro Pesaro devono metterci l’anima, lottare, buttarsi a terra. Non devono mai mollare. Noi soci non l’abbiamo mai fatto».