Sims: "La Unahotels si spegne nel momento decisivo"

Henry Sims a canestro a Treviso

Il centro biancorosso vuole archiviare la sconfitta a Treviso e guardare avanti

REGGIO EMILIA. "Abbiamo perso attenzione difensiva proprio nel momento decisivo». Torna al momento cruciale dell’ultima amara sconfitta della Unahotels, il nuovo centro biancorosso Henry Sims. Con i veneti, Sims ha faticato in attacco, lavorando invece bene a rimbalzo. Nell’ultimo quarto anche lui ha smarrito ritmo ed efficacia, come i compagni.

Il centro statunitense è stato scelto nella convinzione che possa dare una svolta alla stagione, portare presenza fisica e soprattutto pericolosità offensiva vicino al ferro (ad una squadra sinora in sofferenza da questo punto di vista).
Dopo una brillantissima stagione 2019-20 alla Fortitudo Bologna, proprio con coach Antimo Martino in panchina, ha accettato una ricca offerta dalla Korea del Sud, prima di tornare in Italia per la Unahotels. Dopo i 17 punti con Brescia all’esordio, contro Max Menetti non ha garantito la stessa brillantezza.

Con Treviso avete fatto 30’ solidissimi prima di soffrire nel finale. È stato un problema più tecnico, di energia?
«La sensazione che ho avuto sul finale di gara di Treviso è che abbiamo perso il nostro focus difensivo nel momento chiave: il loro attacco è andato in ritmo nel finale troppo facilmente. Penso che questa sia stata la chiave della sconfitta».
Quella di domenica era la sua seconda gara biancorossa, dopo l’arrivo dalla Korea. Come procede questa fase di conoscenza segnata dalle chiusure?
«La situazione che c’era in Korea, a livello di limitazioni legate al Covid, era in realtà molto simile a quella che c’è adesso in Italia, con ristoranti, locali e quant’altro chiusi».
Poche differenze?
«Esatto. Bisogna solamente mettersi il cuore in pace e restare a casa finché l’emergenza non sarà finita, ovunque si viva. Detto questo, a Reggio Emilia mi sto trovando indubbiamente molto bene».
Reggio è la sua quarta squadra italiana. E la seconda in cui lavora con coach Martino. Quando ha inciso l’allenatore nel suo ritorno?
«Sicuramente io e coach Martino avevamo sviluppato un buon feeling nella stagione scorsa alla Fortitudo Bologna».
Quindi ha contato?
«Nel momento in cui si è profilata l’opportunità di tornare in Italia e lavorare per lui in una società come la Pallacanestro Reggiana, non ci ho pensato due volte».
È arrivato per cambiare una situazione piuttosto complessa, una squadra poco in fiducia. Dopo le prime settimane di lavoro, che impressione si è fatto della Unahotels?
«Credo che nel complesso questo sia un buon gruppo, composto da bravi ragazzi. Il mio ruolo? Aiutare la squadra a vincere, punto. Prima di tutto difensivamente».
Oltre a lei, Reggio ha un altro centro straniero di alto livello, Frank Elegar. Con la De’ Longhi avete giocato alcuni solidi minuti insieme. Come vede la vostra convivenza tattica?
«Senza dubbio penso che io e Frank abbiamo giocato discretamente bene insieme, anche se possiamo ancora migliorare e conoscerci meglio».
Non rischiate di pestarvi i piedi?
«No, sono comunque a mio agio anche nel giocare insieme ad un altro “big man” in campo, quindi se questa soluzione verrà riproposta dal coach cercheremo di renderla ancora più efficace».
Fra poche settimane ci saranno anche gli ottavi di Fiba Europe Cup da affrontare.
«È un obiettivo importante della stagione e non vedo l’ora di giocarla essendo per me un’esperienza nuova, ma allo stesso tempo ora come ora è necessario restare concentrati sulla prossima sfida sabato con Trieste».