Libutti fa una magia, ma poi il Venezia ribalta la Reggiana

I granata partono forte in Laguna con un gol del terzino ma una doppietta di Aramu affonda la squadra di Alvini. Nel finale Zamparo sfiora il 2-2. Proteste granata per un rigore dubbio concesso agli avversari

VENEZIA. Partiamo dalla fine. Al 95’ Zamparo, subentrato nell’assalto finale a Varone, sfiora il primo gol in campionato. In tuffo di testa l’Arciere trova sulla sua strada un intervento miracoloso di Pomini che nega alla Reggiana la gioia del 2-2.

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I granata tornano da Venezia con la consapevolezza di aver affrontato una corazzata, che ieri ha fatto il suo ottavo risultato utile di fila, e di essere rimasta in partita fino all’ultimo istante. Non è abbastanza per lenire la delusione, ma è qualcosa da cui ripartire per la prossima battaglia.

La Reggiana, priva di otto giocatori, non rinnega la sua filosofia offensiva in casa del lanciatissimo Venezia e anche questo è un segnale di carattere.

Massimiliano Alvini si affida per la terza volta consecutiva al modulo 4231, che tante soddisfazioni gli sta dando, con le novità di Pezzella e Lunetta titolari. Quest’ultimo è protagonista nel bene e nel male nel primo tempo. Il giocatore dell’Atalanta parte molto forte e al 6’ aggira Mazzocchi (quello che gioca con gli avversari) e poi viene murato al momento di crossare da dentro l’area. Sei minuti dopo si beve anche Svoboda e costringe Pomini a un grande intervento in tuffo.

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Il numero 11 granata entra anche nell’azione del vantaggio al 20’. Parte largo a sinistra, si accentra all’improvviso e poi la palla arriva a Pezzella che apre benissimo sulla destra per Libutti che va in rete con una prodezza, agevolata da uno sciagurato intervento difensivo di Di Mariano, che lo perde inspiegabilmente.

Fatto sta che Lorenzo, di cui nei giorni scorsi erano state tessute ampiamente le lodi, ma si era ricordata la sua scarsa propensione offensiva (appena due gol in 97 partite in C), si è preso il “lusso” di controllare di destro un pallone difficile e battere con un pallonetto Pomini dal limite dell’area. Per la gioia di tutti i tifosi granata e soprattutto di Alvini, che dalla panchina gli rivolge sguardi d’amore paterno.

L’ex Paolo Zanetti a quel punto predica calma ai suoi giocatori, piuttosto in bambola in avvio di gara.

La Reggiana prova ad alzare il Mose per fermare la marea arancioneroverde. Il Venezia spinge ma per segnare ha bisogno di un rigore.

Dicevamo del tanto bene fatto da Lunetta. Poco prima dell’intervallo, però, commette un’ingenuità in area su Esposito. Rigore generoso, l’impressione è che il giocatore in prestito dell’Inter accentui ampiamente. Dal dischetto Aramu spezza l’imbattibilità di Venturi che durava da 315 minuti con un tiro centrale.

Nella ripresa le squadre si allungano e fioccano le occasioni.

I padroni di casa vanno vicini al raddoppio sempre da calcio piazzato. Aramu batte dal limite dell’area e coglie in pieno la traversa.

La risposta arriva ancora con una fiammata di Lunetta, che al 58’ fa partire una bordata da fuori area che finisce fuori di non molto. Poco dopo arriva il bis di legni per i padroni di casa, questa volta a colpire la traversa è Forte di testa.

Aramu, però, sembra avere un conto aperto con i granata e al 74’ raddoppia, complice una sfortunata deviazione dell’ottimo Gyamfi (su passaggio di Johnsen) che consente al numero 10 del Venezia di trovare la comoda deviazione da due passi.

I granata, che perdono il capitano Costa per infortunio al 68’ (l’ennesimo), si buttano alla ricerca del pareggio e si espongono inevitabilmente ai contropiedi avversari.

La squadra di Alvini non molla e nel recupero sfiora un pareggio che avrebbe avuto il sapore dell’impresa. —

J. D. P.

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