Passo indietro del Csi reggiano Ripartenza rinviata al 6 aprile

Slittano i tempi del ritorno in campo, ritenuta troppo vicina la data del 22 marzo Il 60% delle società ha espresso la volontà di giocare ma in piena sicurezza

reggio emilia. Il Csi fa un passo indietro e posticipa la ripartenza a martedì 6 aprile.

L’annuncio è stato dato tramite un webinar nella serata di giovedì, cui hanno partecipato il presidente Alessandro Munarini e il direttore tecnico Giovanni Codazzi alla presenza delle società.


Troppo vicina la data del 22 marzo, considerato che sino almeno al 5 marzo gli allenamenti non potranno prevedere il contatto.

L’incontro online ha rappresentato l’occasione per tracciare il piano di ripresa in vista del finale di stagione. A differenza delle Federazioni e di altri enti di promozione, infatti, in via Agosti hanno deciso di provare a ridare un segnale di speranza e di fiducia, concludendo nel miglior modo possibile un’annata turbolenta peraltro mai realmente iniziata.

Dopo Pasqua potranno così tornare in campo le squadre che partecipano a campionati d’interesse nazionale.

Ma quali sono, nello specifico, gli atleti coinvolti? Prendendo in considerazione gli sport di squadra (calcio, volley e basket) si tratta dei ragazzi più grandi e degli Amatori: Under 14, Allievi, Juniores ed Open per il calcio a 11, Allieve ed Open per il calcio a 7, Open maschile e femminile per il calcio a 5; più ampio il raggio d’azione della pallavolo (Under 12, Under 13, Under 14, Allievi, Juniores, Top Junior e Open) e per la palla a spicchi (Under 12, Ragazzi, Allievi, Juniores e Open).

Le annate in mezzo a due d’interesse nazionale verranno riconosciute come tali ed accorpate al livello superiore. Ai club che aderiranno verrà applicato uno sconto rispetto a quanto prefissato in settembre.

«La ripartenza è un’opportunità, non un obbligo», hanno voluto ribadire gli esponenti dell’ente arancioblu, chiarendo quindi che un’eventuale rinuncia non pregiudica la permanenza in categoria per la prossima stagione. Si gioca per il piacere di farlo e per l’importanza che lo sport assume nella quotidianità, anche se tra le linee si nasconde un desiderio di bruciare sul tempo i competitors: dare l’ok in un periodo di convivenza forzata col Covid significa assumersi delle responsabilità nei confronti delle società e dei tesserati, ma non è da escludere che alcuni club non affiliati, non vedendo sbocchi di ripresa nel proprio torneo, decidano di avvicinarsi alle manifestazioni organizzate dal Centro Sportivo: aspetto, questo, non di poco conto sia da un punto di vista economico che di prospettive per il futuro.

Al momento circa il 60% delle risposte pervenute è stato di esito affermativo, mentre il restante 40% ha preferito rimandare tutto a settembre.

La riunione è stata anche l’occasione per fare chiarezza sui protocolli vigenti, dall’utilizzo degli spogliatoi alla gestione di eventuali positivi passando per la posizione degli allenatori, che dovranno necessariamente essere in possesso di qualifica. —

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