«La Fip è cresciuta nel corso del tempo Lascio senza rimpianti dopo dodici anni»

Concluso il terzo mandato, secondo il nuovo statuto Massimo Turni non si potrà più ricandidare alla presidenza del comitato provinciale  

il personaggio

RICCARDO BELLELLI


Dopo dodici anni dalla nomina sta giungendo al termine il terzo mandato da presidente provinciale della Fip di Massimo Turni.

Lo statuto federale, che solo da poco è stato rinnovato, non permette la ricandidatura per il quarto mandato, quindi a marzo è previsto l’insediamento di un nuovo presidente e di un successore e di un nuovo consiglio.

Al momento, ancora, non ci sono candidati ufficiali.

«Lascio un prestigioso incarico e lo faccio senza rimpianti: sono contento di tutto ciò che abbiamo fatto», la premessa del presidente uscente.

Cosa è cambiato in questi anni?

«Ho visto le cose cambiare parecchio dal mio arrivo nel lontano 2007, ma la cosa che è rimasta è il bel rapporto con le società, con gli arbitri e gli allenatori. Ci sono state a volte piccole discussioni e non è sempre stato possibile accontentare tutti, ma ho sempre cercato di ascoltare molto e forse per questo non ho mai ricevuto forti attacchi».

Qual è stata la sua filosofia in questi dodici anni?

«Coinvolgere il più possibile i territori e le società. Ho dato molto peso alle necessità e alle richieste di presidenti, allenatori, arbitri e in generale tutti quelli che facevano parte del mondo basket. Molte delle modifiche e delle iniziative che abbiamo portato avanti, sono nate proprio dai suggerimenti che arrivavano da chi viveva tutti i giorni la pallacanestro nelle palestre. Durante la mia attività federativa non sono mai stato tesserato per nessuna società e forse proprio per questo, ho potuto scegliere in modo indipendente, senza interessi di parte, sempre confrontandomi con i Consiglieri e le Commissioni».

Ora cosa c’è nel suo futuro?

«Non posso più essere rieletto presidente provinciale ma mi piacerebbe non uscire dal mondo del basket che frequento, con ruoli logicamente differenti, da quando avevo sei anni. I Consigli Regionali e Nazionali sono stati appena eletti, e se chi si renderà eleggibile avrà bisogno di una mano, sarò lieto di poter dare ancora il mio contributo».

Qual è la cosa che l’ha resa più orgoglioso durante i suoi mandati?

«L’attività promozionale fatta con le società, con i centri e gli istruttori minibasket, gli arbitri e gli allenatori. Abbiamo cercato di portare il basket in tutta la provincia, di farlo crescere e abbiamo creato tante belle opportunità. Penso alle Final Four nei campionati giovanili dove eravamo arrivati ad avere le Finals per ogni categoria, ai tornei 3 contro 3 e alle Finali Minibasket fatte in giro per la provincia o alle finali giocate al pala Bigi del campionato di Promozione con All Star Game e la gara del tiro da tre punti. Tenevo molto al minibasket, per me è fondamentale, tant’è che aveva una commissione dedicata. Abbiamo fatto tante attività e dato contributi per le aperture dei nuovi Centri, volevamo avere un centro minibasket in ogni comune perché da lì poteva nascere una nuova società in futuro».

Si è registrata una crescita a livello provinciale?

«Sì, assolutamente. Noi siamo stati gli unici ad avere anche un campionato di Seconda Divisione poi accorpato alla Prima Divisione. Abbiamo visto nascere tante squadre nuove e in Promozione siamo arrivati ad avere gironi pressoché tutti reggiani».

Come vede la situazione attuale in un contesto reso estremamente difficoltoso dall’emergenza sanitaria?

«Diciamo che capisco bene le tante società reggiane che non se la sentono di ripartire. Questo potrebbe creare dei problemi, però come si può dare torto ai presidenti che in una situazione simile non se la sentono di prendersi certe responsabilità? Mi sembra esagerata la retrocessione con inserimento in terza fascia di ripescaggio».

Ritiene che, vista la situazione, sarebbe stato necessario il blocco delle promozioni e delle retrocessioni?

«Certo. Io avrei evitato promozioni e retrocessioni per quest’anno. Avrei rinviato tutto al prossimo autunno. Era l’occasione per mostrare che eravamo tutti sulla stessa barca: Fip, club, genitori, giocatori».

C’è qualcuno che vuole ringraziare in modo particolare prima di congedarsi?

«Partirei da mia moglie, una santa, che mi ha sempre sostenuto nonostante dopo il lavoro passassi ore al telefono o spesso fossi fuori casa per riunioni ed eventi. Ha davvero avuto tanta pazienza. Poi, naturalmente, cito le società con cui abbiamo cercato di lavorare sempre di comune accordo, il loro supporto è stato fondamentale. Ma anche la stampa reggiana che ci ha dato tanto spazio agli eventi, gli arbitri e gli ufficiali di campo che rappresentano la nostra squadra. Sono davvero orgogliosi di loro perché arbitrare è la cosa più difficile. Poi gli allenatori, gli istruttori Minibasket e i collaboratori del Comitato che hanno reso possibile l’attività della Fip Provinciale col loro impegno. Ringrazio anche il Coni che ci ha sempre ospitato nella sua sede, cercando di venire incontro alle nostre esigenze». —

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