Fuori Zion Williamson Nicolò Melli sta ritrovando spazio nei Pelicans

reggio emilia. Ritrova spazio a New Orleans Nicolò Melli.

Il lungo reggiano da pochi giorni diventato papà è reduce da un avvio di stagione complesso, in cui ha avuto poco spazio nelle rotazioni dei rinnovati e potenziati New Orleans Pelicans.


La squadra della Lousiana ha aggiunto diversi elementi vicino a canestro e soprattutto non deve fronteggiare problemi di salute di Zion Williamson, come invece accaduto l’anno passato. La poderosissima ala prima scelta assoluta dello scorso draft sta giocando tanto e bene, e la presenza contemporanea del centro Steven Adams e dell’altra stella, l’ala Ingram, ha tolto ossigeno al resto del reparto.

Dopo alcune gare a sedere, Melli ha rivisto la luce in campo a causa dei protocolli Covid. Williamson è stato fermato dopo risultati non chiari degli ultimi tamponi effettuati, al momento il giocatore non è positivo ma dovrà ripetere gli esami e in questa fase dovrà rimanere in isolamento, lontano dal resto dei compagni.

Nell’ultima gara contro i Los Angeles Clippers, una sconfitta per 111 a 106, il nuovo coach Stan Van Gundy ha deciso di abbassare il quintetto, sostituendo il suo giovane fenomeno con un esterno, e nel riassetto Melli è tornato in ballo, utilizzato come lungo tattico. In 19’, ha segnato 3 punti, frutto di un 1 su 4 nel tiro da 3, conditi da 3 rimbalzi, 1 assist e una palla recuperata. Un modo per riassaggiare il parquet dopo una settimana in cui aveva collezionato un “non entrato” e un impiego minimo, di soli 2’. In questa stagione, l’ala è entrata in campo in sette dei dieci match disputati dai Pelicans, in 11,4’ di media mette insieme 2 punti, 2,3 rimbalzi e 1,1 assist uniti al 21,4% da tre punti, una delle statistiche chiave per il suo ruolo in Nba.

Le cifre non sono roboanti, ma risentono del rinnovato contesto.

I Pelicans sono stati molto attivi per aggiungere elementi che possano dare una mano nell’immediato, dopo aver ceduto il leader Holiday a Milwaukee per il play Bledsoe e tante scelte. Van Gundy, poi, è sì una delle migliori menti tattiche della Nba, ma è pure noto per le gestioni “umorali”. Finire nella sua “cuccia” per una decina di gare non è una rarità, magari per poi ritrovarsi in quintetto nel mese successivo. Alti e bassi tipici della Nba. —

A.A.

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