Piccinini e il Lentigione si accomodano al secondo posto «Vogliamo restare qui»

Calcio serie D / Parla uno dei protagonisti del magic moment della squadra di Notari, reduce dalla vittoria in casa del Seravezza 

l’intervista

mara bianchini


Con i tre punti ottenuti in casa del Seravezza Pozzi il Lentigione - in attesa dei recuperi in calendario nei prossimi giorni - è salito al secondo posto della classifica del campionato di serie D girone D. Nell’attesa però che vengano recuperate le gare che mancano all’appello, il Lentigione si gode la vista dall’alto. «Visto che siamo arrivati a questo secondo posto – spiega l’attaccante Gabriele Piccinini – proveremo a rimanerci il più possibile anche se la concorrenza è tanta. Vincere a Seravezza Pozzi non è stato semplice perché i toscani hanno un’ottima squadra. Nel primo tempo abbiamo un po’ faticato sia per il campo non proprio in ottime condizioni sia per il loro gioco aggressivo. Nella ripresa invece siamo andati meglio, abbiamo realizzato e tenuto il gioco. Ora dobbiamo dare continuità». Non la preoccupa il fatto che alcune avversarie debbano ancora recuperare diverse partite?

«Sì e no. Nel senso che si devono recuperare e dunque potrebbero fare punti e sorpassarci; no perché visto che molte si scontreranno fra loro non potranno fare troppi punti. Il girone di andata non è ancora terminato e ci sono ancora un bel po’ di partite».

Peccato per qualche pareggio di troppo...

«Ci sta. Questo non è un campionato facile. Anzi è difficile, con tante incognite, equilibratissimo con squadre che si stanno rinforzando con il mercato professionistico e altre che lo faranno a gennaio. Ci sarà da sgomitare e da lottare ancora tanto». A proposito di professionisti, lei è uno dei giovani di questa squadra perché invece di giocare in serie D non ha accettato una Primavera professionistica? «Perché volevo farmi le ossa con dei giocatori esperti invece che con giocatori della mia età. Credo che la serie D per un giovane sia molto istruttiva e si possa crescere di più caratterialmente. Alla Reggiana ha imparato tanto e continuo anche a Lentigione ad avere ad ogni allenamento lezioni che non avrei fra i ragazzi della mia età».

Cosa si aspetta da questa stagione?

«Innanzitutto di fare bene come squadra poi personalmente di migliorare e di poter casomai avere delle opportunità il prossimo anno. Ora sono a Lentigione e penso a crescere con questa squadra che sta credendo in me e nelle mie capacità».

Quali sono i suoi riferimenti calcistici?

«Ne ho diversi. Il primo è Ibrahimovic per come gioca ma soprattutto per il carisma. L’altro è Pasalic dell’Atalanta che non è molto appariscente ma è un giocatore che arriva al tiro, ha molto spazio e si muove fra le linee».

Un po’ come lei…

«Magari. Però mi piacerebbe molto diventare come lui». —

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