Una Reggiana incerottata sogna il rilancio col Cittadella

I granata, senza difesa titolare, cercano punti per uscire dalla zona retrocessione Alvini: «Non siamo depressi, non è il caso di ingigantire il momento negativo»

Cristiana Filippini

REGGIO Emilia. Fare risultato oggi contro il Cittadella vorrebbe dire “svoltare”, vedere la classifica da una prospettiva diversa e guardare al futuro con più ottimismo. Massimiliano Alvini ne è consapevole, ma l’ostacolo da superare nel recupero della quinta giornata (fischio d’inizio alle 14) e tutt’altro che agevole.


La situazione dell’infermeria non solo non migliora, ma rischia di diventare drammatica. Non sono infatti stati convocati Costa, Espeche, Ajeti, Rozzio e Mazzocchi. Rossi e Kargbo non sono in condizioni ottimali ma ci sono, così come Radrezza che ha preso un pestone in allenamento.

Un quadro, quello relativo alle assenze, che giocoforza ha inciso e sta incidendo sull’andamento del campionato. «Non sono alla ricerca di alibi .- dice Alvini - È vero che mancano giocatori che fanno parte dell’ossatura della squadra ma non ho nulla da rimproverare a chi li ha sostituiti». Resta quindi da capire cosa è successo alla Reggiana nell’ultimo mese. Il tecnico fa riferimento a «una serie di episodi che ha portato a questa striscia di risultati negativi» sui quali sta lavorando.

Alvini ricorda però a tutti l’obiettivo della squadra. «Dopo la sconfitta di fine agosto contro l’Imolese mi era stato chiesto se ero pronto a gestire anche le sconfitte. La mia risposta fu affermativa. E aggiunsi che doveva essere pronto tutto l’ambiente. Sapevamo fin d’allora quale doveva essere il nostro cammino in questo campionato. Una salvezza raggiunta il 7 maggio varrebbe di più della vittoria del campionato. Per questo ci tengo a sottolineare che non è il caso di ingigantire il momento no».

L’allenatore nega che l’ambiente sia depresso. «La squadra non è triste anche perché io giocatori tristi e negativi non ne voglio. È logico che la mancanza di risultati ti porta ad avere un atteggiamento diverso. Se però vogliamo parlare di aggressività, è vero che rispetto ad inizio campionato qualcosa è stato perso. Ma andrebbe analizzato anche il contesto che ha portato a questo: sia il covid che giocare ogni tre giorni, qualcosa ci è costato. Le critiche ci stanno e le accetto».

La società ha fatto quadrato nei confronti dell'allenatore. «Non potete immaginare il rapporto diretto che c’è ogni giorno. Sono certo che rimanendo compatti e uniti ce la possiamo fare. Se con il Cittadella usciamo dal campo con un risultato utile, cosa difficile ma non impossibile, saremmo in zona salvezza. Per questo dico di non ingigantire i problemi».

Rimane aperto il discorso del rinnovo del contratto, auspicato diverse settimane fa dal presidente Carmelo Salerno. «Intanto voglio fargli i complimenti per l’elezione in consiglio. Io sono disponibile anche domani a rinnovare il contratto, ma la priorità in questo momento è la salvezza. Abbiamo finito il 23 luglio e io avrei potuto firmare il giorno dopo, ho la testa qui e voglio fare bene qui. Voglio raggiungere la salvezza e fare con la Reggiana un programma di due anni per arrivare a traguardi più importanti. La mia volontà è solo questa». Da qualche giorno è iniziato il mercato di riparazione, un argomento che terrà banco fino alla fine del mese. «Con Tosi mi confronto ogni giorno e sa che abbiamo bisogno di fare qualcosa. Io ho dato delle indicazioni ma ci pensa lui. La mia attenzione adesso è solo al campo perché lì qualche problema c'è e non posso essere distratto da altre cose». —

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