Reggiana spuntata e depressa il Pescara vince in dieci uomini

I granata, in superiorità numerica per più di un tempo, hanno subìto l’ennesima beffa nel finale di gara

Jacopo Della Porta

REGGIO EMILIA. La Reggiana che assedia il Pescara rimasto in dieci uomini, senza rendersi quasi mai pericolosa, è lo specchio evidente dei problemi offensivi di questa squadra. Il gol subito nel finale certifica una crisi profonda, di risultati e fiducia.


La squadra di Massimiliano Alvini sprofonda a due punti dall’ultimo posto. In attacco non segna da tre gare e l’ultima vittoria risale a sette partite fa a Cosenza.

I problemi sono evidenti. Manca un attaccante di categoria. Ma anche in mezzo al campo qualcuno non ha il passo e le qualità tecniche.

Il ko con il Pescara fa malissimo perché gli abruzzesi hanno scavalcato i granata in classifica e perché la superiorità numerica per oltre un tempo non ha prodotto alcunché.

Nella ripresa il Pescara si è chiuso ermeticamente e poi ha colpito a cinque minuti dalla fine con un colpo di testa di Scogniamiglio che ha potuto saltare praticamente da solo in mezzo all’area.

Le assenze possono spiegare solo in parte la debacle. Certo, senza Paolo Rozzio, Marcos Espeche e Fausto Rossi la squadra ne risente tantissimo. Igor Radrezza fa gli straordinari ed è tra i pochi ad avere la brillantezza adeguata, oltre ai mezzi tecnici. Non ci giriamo intorno. Per molti è un problema di qualità tecnica. Il carattere, la forma fisica possono supplire le carenze in tal senso, ma solo in parte.

A questa Reggiana manca il tiro da fuori area, un attaccante capace di saltare l’uomo, centrocampisti che trovino il tempo per l’inserimento.

Da oggi, con il mercato aperto, la società dovrà decidere cosa fare. Max Alvini, lo ha fatto capire a fine gara il dg Vittorio Cattani, non è in discussione (è l’ultimo ad avere responsabilità). Ma è chiaro che le sconfitte aprono delle crepe che mettono in discussione la compattezza di tutto l’ambiente.

In avvio di gara ieri sono stati gli ospiti ad essere più intraprendenti. Galano e Memushaj hanno scaldato i guantoni di Venturi nei primi minuti. Il portiere granata, schierato al posto dello squalificato Cerofolini, non si è fatto sorprendere e in generale ha ben figurato durante tutto il match.

La Reggiana con il passare dei minuti ha alzato il ritmo. Al 19’ Lunetta è stato pescato da un lancio lunghissimo di Ajeti, ha controllato con il petto e poi dalla sinistra ha colpito l’incrocio dei pali. Due minuti dopo Muratore ha intercettato un pallone al limite dell’area e ha lasciato partire una botta che è stata deviata in angolo.

Al 42’ il Pescara è rimasto in dieci uomini per l’espulsione, per doppia ammonizione, di Bellanova. Sembrava una occasione d’oro per la Reggiana ma poco dopo ci ha pensato Galano, con un tiro deviato in angolo da Venturi, a fare capire che non sarebbe stata una passeggiata.

Nella ripresa Alvini le ha provate tutte per aumentare il tasso di pericolosità in avanti. In avvio di secondo tempo Cambiaghi ha rilevato Ajeti. Nel finale ha dato spazio anche a Voltan e Marchi. Ma è stato tutto inutile.

Al 52’ la Reggiana ha avuto l’occasione per andare in vantaggio con Zamparo, servito ottimamente da Varone in mezzo all’area: il tiro dell’Arciere ha scheggiato il palo alla destra di Fiorillo.

Per il resto l’assedio non ha prodotto nulla, se non un debole tentativo da parte di un evanescente Kargbo al 74’.

A cinque minuti dalla fine è arrivata la mazzata.

Sabato c’è il recupero con il Cittadella. Una vittoria consentirebbe ai granata di superare quattro squadre. Più facile a dirsi che a farsi. Ma è il segno che c’è ancora tempo per risalire la china. —

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