Finire i campionati è la priorità per il presidente Braiati

Il dirigente è in corsa per la terza rielezione alla presidenza regionale Figc Nel suo programma spicca anche la lotta all’abolizione del vincolo sportivo

Nicolò Valli

REGGIO EMILIA. #Fattinonparole. Con questo hastag Paolo Braiati sta portando avanti la sua campagna elettorale, che potrebbe portarlo alla terza elezione consecutiva. Dal 2012 il dirigente ferrarese siede infatti sulla poltrona di presidente regionale della Figc, ma ha ancora entusiasmo per crescere e tutelare le società in questa difficile fase d’emergenza.


«Per lavorare bene l’ideale sarebbe disporre di tre mandati- spiega Braiati- il primo per conoscere, il secondo per correggere gli errori e il terzo per raccogliere i frutti; tutti i miei collaboratori mi hanno chiesto di ricandidarmi ed ho accettato volentieri, anche perché non è ancora stato trovato il successore giusto. Come amava dire Pertini, mi definisco un presidente operaio, al servizio dei club e pronto a lavorare giorno e notte senza troppi slogan. Dalla mia ho l’esperienza che non guasta soprattutto in un momento così difficile: in questi anni insieme al mio gruppo di lavoro abbiamo realizzato molti progetti, mettendoci sempre la faccia».

«Come Comitato Regionale abbiamo quattro sedi -prosegue - e tre sono state istituite da noi, grazie ad avanzi di bilancio; si tratta di investimenti a beneficio del futuro, che vorremmo migliorare con nuovi uffici per avere maggiore funzionalità. Inoltre non abbiamo mai aumentato i costi d’iscrizione per i club, nonostante alcune società siano sparite. È poi notizia fresca il posticipo del pagamento della seconda rata di questa stagione, considerato che ancora non si è giocato. Qualcuno ha polemizzato anche su questo aspetto, ma vorrei ricordare che senza contributi delle società noi siamo costretti a chiudere. Non siamo un ente benefico, abbiamo il personale in cassa integrazione ed i soldi che arrivano li utilizziamo per coprire le spese. Quello che abbiamo risparmiato lo scorso anno lo abbiamo ridato ai club».

Sul programma che lo condurrà alle elezioni di sabato 9 gennaio due sono i cavalli di battaglia: la lotta alla riforma dello sport e la volontà di formare tecnici e dirigenti del domani.

«La lotta all’abolizione del vincolo sportivo non è una battaglia che parte oggi: è dal 2003 che la Lega Dilettanti è contro tutte le operazioni che sono state portate avanti. A volte ci è voluto qualche compromesso con l’Assocalciatori, come il passaggio dal vincolo a vita a 25 anni. Ora è il governo a decidere, ma nel nostro piccolo abbiamo comunque fatto il nostro, interpellando il politico Andrea Rossi che fa parte della VII Commissione. Chiediamo poi chiarezza sul concetto di “amatore” sino ai 10mila euro, nella speranza che in questa fascia possano venire inclusi anche custodi e segretari».

Sulla formazione Braiati parla poi di corsi “a chiamata” dove siano le società stesse a proporre chi interessato, sia per l’aspetto tecnico che soprattutto per quello finanziario ed economico.

«Ogni volta che vedo le ragazze giocare mi commuovo: abbiamo intenzione di realizzare un centro territoriale unicamente dedicato al calcio rosa, nella speranza di trovare sempre più squadre. I campionati? L’obiettivo rimane quello di finirli e sino a fine febbraio siamo in linea coi tempi. In caso di pausa più lunga - chiude - saremmo disposti a rivedere i format». —

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