Sette Diavoli ancora positivi Il preparatore atletico Garbin «A casa si allena la testa»

Su otto giocatori contagiati solo uno si è negativizzato Lunedì fissato un nuovo giro di tamponi per il Valorugby di Manghi

REGGIO EMILIA.

Al Valorugby ancora sette positivi al Covid. Il giro di tamponi eseguito ieri ha fatto emergere che uno solo degli atleti contagiati si è negativizzato.


Lunedì la squadra sarà sottoposta a nuovi test.

Mai come in un periodo come quello attuale, quindi, la preparazione atletica acquisisce un’importanza quasi decisiva per le sorti di una stagione agonistica. I lunghi stop cui l’emergenza Covid costringe le squadre rende infatti delicata e complicata la fase di ripartenza.

I Diavoli possono contare su uno staff di preparatori atletici di altissimo livello coordinato da uno dei migliori professionisti sulla piazza, il 55enne padovano Silvano Garbin, coadiuvato dai giovani Matteo Grassi ed Enrico Manghi. «Fino a dieci giorni fa noi siamo stati fortunati e risparmiati dal Covid – spiega Garbin - Questo ci ha garantito una certa continuità nel lavoro iniziato nel mese di giugno. Fin dall’estate sapevamo che questa sarebbe stata una stagione particolare, avevamo messo in conto eventuali stop prolungati. Proprio per questo siamo partiti presto con una programmazione intensa per arrivare pronti a fine settembre, in tempo per l’inizio delle partite ufficiali. In questo contesto, pause di 7-10 giorni, erano previste anche sfruttando le varie pause al calendario delle partite».

Alla vigilia della trasferta di Viadana, la notizia della positività al Covid di otto diavoli ha cambiato i programmi.

«Abbiamo deciso di concerto con la società e lo staff tecnico di fermare il motore per dare tempo ai ragazzi contagiati di riprendersi e agli altri di riordinare le idee. La cosa più importante è che dei giocatori positivi, quasi tutti sono asintomatici e soltanto 3 atleti presentano sintomi di lieve-media entità. Quando si negativizzeranno, non dovranno riprendersi da problemi di salute gravi. Semmai, anche in prospettiva di un calo di peso, procederemo ad un graduale rinforzamento della struttura fisica».

Come si è mantenuta la condizione degli atleti negativi durante questo stop?

«In questi dieci giorni ho cercato soprattutto di allenare la “testa” dei ragazzi tenendoli su col morale e la motivazione. Abbiamo fatto delle sedute di allenamento on line in streaming, con esercizi di fitness ma soprattutto qualche sana risata, quanto mai liberatoria in questa situazione. Ho ragazzi che mi chiedono di allenarsi di continuo, si allenerebbero anche di notte. Ma è importante trovare un equilibrio. C’è un tempo per caricare, e c’è un tempo per recuperare».

Il Valorugby punta molto sull’aspetto della preparazione atletica?

«Ho la fortuna di lavorare in un club serio e professionale, con uno staff tecnico che non lascia nulla al caso. Quest’anno, inoltre, abbiamo attivato una doppia collaborazione, con Catapult e Alea, per il monitoraggio dei dati degli atleti. Con Catapul analizziamo gli aspetti meccanici del lavoro sul campo, dalla velocità all’accelerazione, mentre con Alea misuriamo il carico interno, l’affaticamento dell'atleta. Ritengo fondamentale l’ausilio della tecnologia per una preparazione mirata e al passo coi tempi».

Resta il problema di recuperare le partite saltate (Viadana, Rovigo, Mogliano): meglio turni infrasettimanali o sfruttare le soste per le competizioni europee?

«Sul recupero delle partite perse per strada credo che ci faremo trovare pronti in ogni modo. Sia che si giochi con turni infrasettimanali, sia che il campionato si prolunghi di qualche tempo. Credo sia fondamentale una rosa profonda».

Fiducioso sul portare a termina la stagione?

«Certo. Il lavoro paga sempre». —

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