Rimpelli scalpita «Il Valorugby pronto per quando sarà il momento»

Rugby Top 10. La reggianissima terza linea del club rossonero a suon di ottime prestazioni è diventato uno dei beniamini dei tifosi  

L’INTERVISTA

È uno dei beniamini incontrastati del pubblico del Mirabello. Non solo perché è un reggiano doc (è nato e vive a due passi dalla Canalina), ma perché Davide Rimpelli quando scende in campo dà sempre tutto per la maglia dei Diavoli. Lo abbiamo contattato per sentire dalla sua viva voce come stia vivendo questo stop di dieci giorni imposto dall’emergenza Covid che ha coinvolto otto suoi compagni del Valorugby.


Fino al 23 novembre siete fermi ai box. Come vive questo momento di pausa?

«Con grande tranquillità. È una situazione che avevamo messo in preventivo, vale per tutti gli sport e per tutti gli atleti. Abbiamo la fortuna di essere in un club che non lascia nulla al caso, mettendo la nostra sicurezza e quella delle persone a noi vicine al primo posto. La decisione di fermare l’attività per una decina di giorni la trovo saggia e lungimirante».

Ci sarà poi il problema di ritrovare la condizione.

«Noi siamo una delle poche squadre che si allena da giugno senza sosta, se non per le pause nella tabella di marcia dettate dal coach e dal preparatore atletico, quindi non credo sarà un particolare problema ripartire. Forma fisica, tecnica di gioco e abitudine al campo ci sono. Anche chi ha contratto il Covid, appena possibile si sottoporrà a tutti i controlli e tornerà in campo in forma. Tutte le squadre più o meno sono messe allo stesso modo, quindi non credo che alla fine queste situazioni comporteranno delle disparità».

Cosa si aspetta dalla stagione?

«Mi aspetto una stagione all’insegna della competizione, e ne sono felice. Gioco insieme a compagni di reparto fortissimi e di spicco sia a livello tecnico che caratteriale. Credo che la nostra sia una delle terze linee più forti. Ci sarà da lottare tutta la settimana per guadagnarsi il posto in campo e una volta in campo ci sarà da lottare insieme per portare a casa il risultato che noi tutti speriamo».

L’obiettivo è lo scudetto?

«L’obiettivo lo sappiamo, anche se preferiamo non pronunciarlo, soprattutto in una stagione così incerta come questa. Chiaro, per me vorrebbe dire tanto perché sarebbe una grande soddisfazione arricchire la carriera con uno scudetto in bacheca. Soprattutto perché sarebbe il primo non solo per me, ma anche per il club della mia città di cui vesto la maglia fin da bambino».

Nel frattempo, è arrivata la meta più importante, quella della laurea in Ingegneria.

«Una bella soddisfazione per me e i miei cari. Ma anche un punto di partenza. Da un punto di vista professionale, sto facendo una serie di colloqui in videoconferenza con l’obiettivo di trovare un lavoro che mi consenta di conciliare la laurea con il mio impegno sul campo. Sto anche sviluppando qualche mio progetto che ho in mente fin dai primi anni dell’università». —

r.s.

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