Il coach Fabio Bertani «Il Cus MoRe non direbbe no alla possibilità di salire in D»

reggio emilia

30 e lode.


Se si dovesse, rimanendo in ambito accademico, giudicare la prima stagione in Promozione della neonata Cus Modena-Reggio il voto sarebbe molto probabilmente quello massimo.

Sì, perché la formazione ereditata la scorsa estate dagli Schiocchi Ballers di Modena stava disputando un campionato di assoluto valore, guidando la graduatoria del girone B e candidandosi ad essere una delle favorite per la vittoria finale.

L’impronta tecnica e societaria è rimasta la stessa ma nel bacino a cui attingere rientra anche il nostro territorio, che annovera diversi studenti iscritti a Unimore e legati al mondo della pallacanestro.

«Il presidente è veramente tanto appassionato di questo sport - afferma Fabio Bertani, coach del team universitario - l’anno scorso ha deciso di dare vita a questo progetto e direi che la scelta è stata più che azzeccata. Noi abbiamo sede e palestra a Modena ed il gruppo è praticamente quello dell’anno scorso. Siamo una realtà in crescita ed abbiamo idee interessanti per il futuro, a partire dalla creazione del settore Minibasket».

L’interruzione ai campionati ha privato Alessandrini e compagni della possibilità di centrare il bersaglio grosso già al primo anno, ma secondo i dirigenti del club la Federazione dovrebbe tenere in considerazione quanto espresso nei cinque mesi disputati, permettendo dunque al Cus di approdare nella categoria superiore.

«Vedremo quello che deciderà la Fip - continua l’allenatore - ma considerato che non eravamo ad ottobre sarebbe giusto dare dei verdetti, e quindi assegnare promozioni e retrocessioni; non sarebbe infatti meritocratico invalidare tutto quello che è stato fatto sino al momento dello stop, come se non fosse mai esistito niente prima».

Il club degli universitari ha ambizioni elevate, non nasconde l’allenatore.

«Per quanto ci riguarda ci piacerebbe crescere anche da un punto di vista prettamente tecnico, e se ci proponessero di disputare il prossimo campionato di serie D, noi accetteremmo sicuramente con grande entusiasmo».

Sul futuro del basket aleggia però un grosso punto interrogativo, a partire dalla serie A per arrivare alle categorie minors.

La crisi economica sarà il fattore chiave per capire quante squadre riusciranno a iscriversi regolarmente e quante saranno invece costrette a fare un passo indietro in un’ottica di limitazione dei costi.

«Ho cinquant’anni ed una situazione del genere non l’avevo mai vissuta prima - ammette -. A livello lavorativo regna l’incertezza: io stesso sono il titolare di un’impresa nella ristorazione ed ho praticamente dimezzato il mio fatturato. Anche per la pallacanestro ci sarà dunque da soffrire, perché ai nostri livelli si è legati alle potenzialità finanziarie degli sponsor».

«Voglio però essere ottimista - chiude coach Fabio Bertani- perché a settembre mancano ancora quattro mesi: fino a quando non verrà trovato un vaccino il rischio di zero non ci sarà, ma credo non vivremo più con la paura come nell’attuale periodo». —