«Io, guerriero spartano lotterò per il titolo Supergallo»

Venerdì Mattia De Bianchi avrebbe dovuto combattere per la fascia tricolore «Il ritorno sul ring è una vera incognita, ma i miei obiettivi sono immutati»

Reggio emilia

Venerdì scorso, Mattia De Bianchi avrebbe dovuto salire sul ring di Monza per la conquista del titolo italiano Supergallo.


L’agenda prevedeva l'atteso confronto con il campione in carica Alessio Lorusso: tuttavia l’emergenza Coronavirus ha fatto ovviamente saltare anche il calendario del pugilato, e così lo Spartano è stato costretto a rimandare l’appuntamento tricolore.

«Ora il mio primo obiettivo sta comunque nel perdere peso, curando in particolar modo l’alimentazione - spiega il talentuoso 22enne di Massenzatico - Per essere in regola con i parametri della mia categoria, dovrei pesare 55 chili e 300 grammi: invece, adesso ho raggiunto i 66 chili».

In queste settimane di stop agonistico, come si articola il suo lavoro?

«La chiusura delle strutture sportive ha creato problemi a tutte le discipline, boxe compresa. Normalmente io mi alleno alla Palestra Seconds Out di Reggio, sotto la sapiente guida del maestro Michael Galli: tuttavia da ormai un mese e mezzo devo svolgere la preparazione a casa, con Galli collegato via internet. Ad ogni modo, adesso l'allarme sanitario globale ha l'assoluta precedenza: in una situazione come quella attuale bisogna essenzialmente cercare di gestirsi al meglio possibile, nella speranza di poter tornare presto in palestra».

Al di là della bilancia, qual è la situazione per quanto riguarda la sua condizione fisica globale?

«Sono comunque in forma, e anche per questo credo di essere legittimato a guardare con ottimismo agli impegni futuri. L'unica vera incognita riguarda le tempistiche: realisticamente parlando non so affatto quando si potrà tornare sul ring, e purtroppo l’attesa potrebbe rivelarsi piuttosto lunga».

Oltre al titolo italiano Supergallo, cosa altro ha in programma?

«In occasione dell'ultimo Santo Stefano Pugilistico, qui a Reggio, ho sconfitto il peso piuma Mattia Musacchi: lui però mi ha chiesto la rivincita, e io sarò ben contento di giocarla nella sua Ferrara».

Lei è diventato professionista nel settembre 2018, e da allora ha totalizzato otto successi su altrettanti incontri: si aspettava di riuscire a costruire un percorso simile?

«Si tratta di una striscia positiva che mi ha permesso di arrivare in Prima serie, e al momento nessun altro pugile italiano ha un ruolino di marcia così efficace: d’altro canto, in tutta sincerità, preferisco non pensarci troppo. Anche se i risultati sono dalla mia parte, so bene di dover ancora compiere molti significativi miglioramenti: quindi questo 8 su 8 non rappresenta affatto un approdo, ma bensì un punto di partenza. Intanto, oltre a Galli, devo senza dubbio ringraziare il team con cui gareggio: è quello del manager bresciano Graziano Loreni».

Una curiosità: a cosa è dovuto il suo soprannome?

«Sul costato ho un tatuaggio che ritrae proprio un guerriero spartano: qualche tempo fa lo speaker di un combattimento se n’è accorto, e allora ha cominciato a chiamarmi “Spartano” nel presentarmi al pubblico. Tutto è nato da lì». —