«Non deluderò il Team Puccetti»

A 35 anni lo spagnolo Xavi Fores potrà dire ancora la sua in Superbike grazie alla scuderia reggiana

REGGIO emilia

Lo spagnolo X avi Fores è il pilota ufficiale del team reggiano della Puccetti Racing che ha esordito prima dello stop dovuto alla pandemia di Covis19 sul circuito australiano di Phillip Island.


È una carriera molto strana, quella di Fores, nella quale nonostante grandi risultati, dimostrando la sua classe in qualsiasi campionato e con qualsiasi moto, non ha mai avuto la fortuna di trovare il giusto posto nel ranking mondiale che meritava.

Dopo aver gareggiato nella classe 125, ha continuato nel mondiale Supersport con il Team Corona Extra, dopo tre stagioni è passato alla Stock 1000, salendo quattro volte sul podio con la Kawasaki del Team Pedercini. Esordio in Moto2 e nel 2011 il primo mondiale in Superbike con il Team BMW. Nel 2013 vince ad Albacete il titolo Europeo Superstock 1000 in sella ad una Ducati oltre al titolo spagnolo Stock Extreme.

La Ducati a fare esperienza nel campionato tedesco IDM dove vince il titolo e rientra in sbk con il Team Barni Racing. Dopo tre stagioni con vari podi e il titolo Independent Rider conquistato nel 2018 a sorpresa si trova fuori dal Mondiale costretto a gareggiare nel BSB, quindi la chiamata di Manuel Puccetti per sostituire Toprak Razgatlioglu passato alla Yamaha.

Ora lei è in Spagna in attesa che riprenda la stagione. Come sta vivendo l’emergenza sanitaria?

«Una ventina di giorni a casa non è facile, come non lo è la situazione in Spagna, che si fa sempre più drammatica, ma tutti dobbiamo metterci in testa che tutto è cambiato; non abbiamo mai vissuto un momento così difficile e ci sono tante persone che non sanno come reagire. Ho avuto qualche amico che ha preso questo maledetto virus a Valencia, ma per fortuna è guarito. Il guaio è che anche qui in Spagna molti sottovalutano la cosa, trasgrediscono alle regole e questo è un guaio per tutti, soprattutto non rispettano il lavoro dei sanitari che sono gli unici che ci possono aiutare».

Ci può parlare del primo round stagionale a Phillip Island che è coinciso con il suo esordio con il Team Puccetti?

«Ho avuto più potenziale di quello che si è visto in pista, in quanto nelle prove siamo stati sempre vicini alla top five, avendo migliorato sia i tempi del team dello scorso anno, sia il mio personale record ottenuto in Ducati. Tanta la sfortuna in Gara 1 dove sono caduto, e in Gara 2 un contatto con Sykes mi ha mandato fuori pista, facendomi di fatto perdere il treno giusto».

Come s’è trovato con il Team Puccetti?

«Mi sono trovato subito molto bene, Manuel non è solo un caposquadra, ma è il papà di tutti, siamo una famiglia di 25 persone che gira su tutte le piste del mondo. In questo momento io e i tecnici stiamo lavorando sulla moto, per conoscerla meglio, anche se il potenziale è notevole; devo migliorare nello stile di guida in quanto in passato non ero abituato a queste caratteristiche tecniche».

Si sta ragionando su una rivoluzione del calendario, lei cosa ne pensa?

«L’importante è tornare a gareggiare, poi che sia anche in autunno o a inizio inverno non cambia nulla, per la Superbike avendo meno gare della MotoGP non dovrebbe essere difficile trovare altre collocazioni, il problema saranno le piste, sarebbe bello fare il campionato compresa la gara in Qatar che mi piace tantissimo».

Ci può parlare della sua carriera in Superbike?

«Nonostante ottimi risultati la possibilità di gareggiare in Superbike è arrivata tardi, ho dovuto imparare a gestire la categoria per essere competitivo e quando ho iniziato a fare podi, sfiorando vittorie ed ottenendo sempre ottimi piazzamenti, come d’incanto e a sorpresa tutto è sfumato e non ho mai capito il perché nessuno mi abbia mai dato fiducia. L’accordo con Manuel è arrivato subito e vogliamo fare le cose in grande. A 35 anni posso ambire ancora a qualcosa di importante, in quanto, ad esempio, sia Carlos Checa sia Max Biaggi hanno vinto un Mondiale a 40 anni». —