Calcio, l’altra vittima del crac della Reggiana: in via Agosti ci sono “campi di patate”

Gli impianti di allenamento sono abbandonati da mesi. La Curia: «Aspettiamo di poterne tornare in possesso»

REGGIO EMILIA. Sono passati ormai sei mesi da quando nel luglio scorso Mike e Alicia Piazza decisero di non iscrivere la Reggiana Calcio al campionato di LegaPro, condannando la squadra e i suoi sostenitori a ripartire praticamente da zero.

Parallelamente all’Ac Reggiana è calato il sipario anche sui campi di Via Agosti, di proprietà della Diocesi e per tanti anni vera e propria casa dei granata per prima squadra e settore giovanile. Verso la fine della scorsa stagione era stato siglato un nuovo accordo, con il vescovo che affidava alla Reggiana la gestione del complesso per i prossimi anni.


A dicembre la società dei Piazza è stata dichiarata fallita, ma come afferma monsignor Alberto Nicelli, vicario generale della diocesi, «nulla è cambiato rispetto a qualche mese fa: noi stiamo ancora aspettando che ci mettano nella condizione di poter riavere indietro i campi. Come tutti i creditori, abbiamo fatto la richiesta per il corrispettivo adeguato, ma difficilmente rivedremo quei soldi interamente. Una volta riottenuta la piena proprietà, è nostra intenzione individuare un interlocutore unico, che sarà poi incaricato di mettersi in contatto eventualmente con la nuova società, o con altri enti ed associazioni che ne volessero usufruire. Il nostro desiderio è di riassegnare questi spazi alla città, individuando destinatari credibili, compatibili con i nostri principi».

Passando da via Agosti impossibile non cogliere il senso di abbandono e degrado: i campi sono senza manutenzione e l’erba si presenta a chiazze; la terra secca la fa da padrone, così come il fogliame sul terreno di gioco.

Otto mesi fa i granata inseguivano il sogno della serie B, e le diverse formazioni del vivaio terminavano l’annata su quegli stessi campi.

Ogni giorno dalle parti di via Mogadiscio era un via vai di dirigenti, macchine, atleti con borsoni, genitori con i minuti contati e altri figli da prelevare altrove. In pochi mesi è cambiato tutto: la neonata Reggio Audace ha trovato una nuova sede, mentre Quintavalli e soci non smettono di ringraziare le società dilettantistiche che si sono offerte per ospitare gli allenamenti dei granata, con la squadra di Antonioli nomade in giro per la provincia.

Nel frattempo, attaccate al cancello della vecchia sede, compaiono bollette che probabilmente non verranno mai saldate.

Distante poche decine di metri, il Csi ha inaugurato lo scorso settembre un campo sintetico di nuova generazione. I vertici del Centro Sportivo si stanno già muovendo per trovare una sede alternativa alle finali dello Scolastico in programma come da tradizione il prossimo giugno, anche se al momento non si sbilanciano sull’eventuale ripiego.

In ogni caso, la speranza è che la situazione si sblocchi il prima possibile, perché la Reggiana deve tornare a casa.

Aspettano qualche notizia in merito prima di tutto i suoi tifosi che mai si sarebbero aspettati di vedere regnare il silenzio più assoluto dove erano soliti recarsi per assistere agli allenamenti della squadra del cuore. —