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Club Scherma Koala la passione scoppiata 25 anni fa ancora non smette di bruciare

LA STORIAQuella volta in cui Paolo Milanoli fece la doccia negli spogliatoi della palestra. O quando 50 bambini in pigiama trascorsero la notte nella sala d’armi. I successi della nazionale Marta...

LA STORIA

Quella volta in cui Paolo Milanoli fece la doccia negli spogliatoi della palestra.

O quando 50 bambini in pigiama trascorsero la notte nella sala d’armi. I successi della nazionale Marta Ferrari, i podi di tutti gli altri. Le foto di gruppo con Valentina Vezzali e gli allenamenti nel sottoscala del Mirabello. È lunga 25 anni la storia del Club Scherma Koala, centro federale di spada di Reggio Emilia.

TRAGUARDO INCREDIBILE

«Oggi siamo nelle prime trenta società schermistiche in Italia. ...

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LA STORIA

Quella volta in cui Paolo Milanoli fece la doccia negli spogliatoi della palestra.

O quando 50 bambini in pigiama trascorsero la notte nella sala d’armi. I successi della nazionale Marta Ferrari, i podi di tutti gli altri. Le foto di gruppo con Valentina Vezzali e gli allenamenti nel sottoscala del Mirabello. È lunga 25 anni la storia del Club Scherma Koala, centro federale di spada di Reggio Emilia.

TRAGUARDO INCREDIBILE

«Oggi siamo nelle prime trenta società schermistiche in Italia. Se ripenso agli inizi, questo traguardo ha dell’incredibile» dice il maestro Massimo Bertacchini. Casalgrandese, un passato da pentatleta, è lui l’anima della società bianco - verde che conta 180 iscritti e due sedi, a Reggio Emilia e Guastalla. Fabrizia Alessandrini, ex nazionale di Pentathlon, sua compagna nello sport e nella vita, è la presidente. Questo progetto è il loro terzo figlio, dopo Beatrice ed Alessandra.

Un’avventura cominciata con Topolino nel 1993.

«La Federazione aveva avviato una campagna promozionale che aveva come protagonista il personaggio di Walt Disney – ricorda Bertacchini -. Andammo davanti alle scuole elementari di Salvaterra a distribuire volantini. Arrivarono in sei, i nostri primi bambini».

Massimo e Fabrizia sono un fiume in piena di ricordi e aneddoti. La sede di via Melato, accanto alla piscina comunale, è piena di coppe e riconoscimenti. Appese ai muri centinaia di fotografie suddivise per stagioni, a testimoniare i momenti più belli e importanti di ciascuno di questi 25 anni.

GLI INIZI

Gli inizi non furono certo facili: un continuo peregrinare da una palestra all’altra, da Casalgrande a Sassuolo, alla città, ogni giorno a montare e smontare le apparecchiature. «Grazie all’interessamento dell’allora presidente provinciale del Coni William Reverberi – ricorda Fabrizia – ci sistemammo negli scantinati del Mirabello: ci sembrò un sogno».

L’ANNO DELLA SVOLTA

Era il 1996, l’anno della svolta. «Avere una sede nostra ci ha consentito di fare programmazione e investire sull’attività agonistica, formando maestri ma non solo: avevamo il preparatore atletico quando ancora la nazionale spediva agli atleti le schede» dice Bertacchini. E ripensa a chi gli ha dato fiducia, genitori e sponsor. Quello storico fu la Sintofarm, rimasto accanto al Club Koala per un decennio. Da un paio di anni la società è sostenuta dall’Ama di San Martino in Rio che inoltre finanzia le attività nelle scuole. E poi i bambini cresciuti sulle pedane reggiane, sportivamente e non solo. Oggi quei bimbi sono ingegneri, avvocati o titolari di attività ma hanno ricordi indelebili e medaglie ancora appese in camera.

ECCO MARTA

Perché con l’aumento degli iscritti arrivarono anche i risultati. E arrivò Marta Ferrari. Classe 1990, è il volto della scherma reggiana. I suoi titoli parlano per lei: tra gli altri campionessa italiana cadetti, vicecampionessa nazionale agli assoluti, seconda agli europei Under 23. Oggi è tra le prime cinquanta spadiste al mondo.

Il trasferimento in via Melato, nel 2003, fu una grande festa. L’olimpionico Paolo Milanoli, insieme all’allora sindaco Antonella Spaggiari, inaugurò gli spazi della ex sala da ballo. E’ su queste sei pedane che oggi bambini, ragazzi e adulti preparano le gare, gioiscono per quella stoccata tanto provata e che finalmente arriva a bersaglio.

«In questo sport non esistono sotterfugi. L’apparecchio è giudice inappellabile – sottolinea Bertacchini -; la prima cosa che i piccoli imparano è che non si può barare. Il nostro principale intento è sempre stato quello di creare un gruppo fare in modo che i ragazzi partecipino con gioia agli allenamenti. Vogliamo che vivano la palestra con quello spirito di lealtà e rispetto degli altri che cerchiamo di trasmettere». Da 25 anni, ogni giorno con passione, sacrificio e dedizione.

Resta una sola curiosità: da dove deriva il nome Koala? «Questo – risponde Massimo – ve lo spiegheremo tra altri 25 anni». Fabrizia, sguardo complice, sorride. —

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