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Un’altra giornata speciale Il Mirabello concede il bis con più di 2.250 spettatori

L’impianto di via Matteotti si è tinto di granata, da Lentigione sono arrivati in 100 In tribuna anche Amadei: un tifoso lo prende in giro per l’eliminazione del Modena





Va in archivio un derby inedito. E con questo, una delle ultime avventure della Reggiana nel vecchio Mirabello. Domenica, se oggi tutto va come dovrebbe andare, tocca al Cesena, o Romagna centro, ancora da stabilire se in casa o fuori. Di certo 2250 spettatori registrati ieri viale Matteotti faranno un effetto diverso al Città del Tricolore.

Va in archivio un derby inedito ed inatteso, nessuno a metà giugno se lo sarebbe aspettato. Resta il fatto che ora il derby c’è, antipasto del campionato ...

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Va in archivio un derby inedito. E con questo, una delle ultime avventure della Reggiana nel vecchio Mirabello. Domenica, se oggi tutto va come dovrebbe andare, tocca al Cesena, o Romagna centro, ancora da stabilire se in casa o fuori. Di certo 2250 spettatori registrati ieri viale Matteotti faranno un effetto diverso al Città del Tricolore.

Va in archivio un derby inedito ed inatteso, nessuno a metà giugno se lo sarebbe aspettato. Resta il fatto che ora il derby c’è, antipasto del campionato. E’ un derby rimpicciolito, ma non per colpa del Lentigione. Anzi, per la società rivierasca fare la serie D è un vanto, un successo In fin dei conti è una frazione di 700 anime che ha sfidato il Parma, ora lo farà con capoluoghi di provincia come Reggio, Modena, Pavia. Rimpicciolito perché a Reggio i derby “veri” sono quelli con Modena e Parma, rimpicciolito perché rispetto a quelle giocati con il Brescello si è scesi di categoria, allora, almeno, era serie C.



Statistiche alla mano, del resto, sono rari i confronti tra la Reggiana e formazioni di paesi della provincia. Se ne ricorda uno in C nel lontano ’42-’43 con il Guastalla e poi a cavallo degli anni novanta ed inizio duemila quattro con il Brescello. E di fatti non c’è l’atmosfera tipica dei derby. Da Lentigione sono arrivato in un centinaio, quasi quanti in campionato vanno a vedere la partita interna, ma non ci sono sfottò, non c’è rivalità.

Il Mirabello incita solo e soltanto la Reggiana, s’intona il classico “chi non salta parmigiano è”, ma nulla contro gli avversari di turno.

Per i tifosi granata al posto del Lentigione potrebbe esserci il Montevarchi, la Jesina, insomma qualsiasi altra squadra di D e non fa differenza. Solo a fine partita uno spettatore si avvicina alla tribuna stampa ed invita a chiedere ad Amadei dove «gioca domani- oggi per chi legge- il Modena». Evidente che l’ironia sia indirizzata ai canarini, non certo al Lentigione.



Si ripeterà, il derby, in campionato. E arrivando allo stadio c’è chi si interroga ed interroga su un possibile conflitto d’interessi: il Lentigione, sponsorizzato Immergas, nel medesimo girone del Modena che vede tra gli azionisti patron Amadei.

Un poco come se De Laurentiis con la “Filmauro” sponsorizzasse il Cagliari od il Bologna, o sulla maglia del Frosinone comparisse il marchio “Preziosi”. Mah. Amadei prende posto in tribuna d’onore, accanto ai dirigenti granata, si vedono anche gli ex Stefano Compagni e Gianfranco Medici, chissà che non pensino ad un ritorno a fianco di Luca Quintavalli e soci.



La Reggiana gioca con l’identica strana maglia a righe orizzontali nero- grigie, si dice che per presentare la divisa ufficiale si attenda il giorno del lancio della campagna abbonamenti. La partita fila via senza tante emozioni, nel primo quarto d’ora si è costretti a sostituire per ben 2 volte il pallone perché sgonfio ed una terza verrà nella ripresa. La Reggiana, finalmente, segna ed anche lo speaker si lascia trascinare dall’entusiasmo, invece della Reggio Audace annuncia la rete della “Reggiana”. Dai, facciamo presto, almeno lo facciano i coniugi Piazza, a mettere in campo tutte le azioni per ridare la vera denominazione alla Reggiana. —