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L’ultima gara in via Matteotti 19 anni fa contro il Brescello

L’intervistaLuigi Cocconcelli Diciannove anni. Tanti sono trascorsi dall’ultima volta che la Reggiana giocò una partita ufficiale al Mirabello. L’ultima partita casalinga fu 23 anni fa, ma poi i...

L’intervista

Luigi Cocconcelli

Diciannove anni. Tanti sono trascorsi dall’ultima volta che la Reggiana giocò una partita ufficiale al Mirabello. L’ultima partita casalinga fu 23 anni fa, ma poi i granata tornarono “in trasferta” contro il Brescello che giocava in via Matteotti.

Domani la Reggio Audace, sorta dalle ceneri della Reggiana di Mike Piazza, ci torna per affrontare il Sasso Marconi nel turno preliminare di Coppa Italia di serie D. Nelle ultime 3 esibizioni al Mirabello i granata han ...

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L’intervista

Luigi Cocconcelli

Diciannove anni. Tanti sono trascorsi dall’ultima volta che la Reggiana giocò una partita ufficiale al Mirabello. L’ultima partita casalinga fu 23 anni fa, ma poi i granata tornarono “in trasferta” contro il Brescello che giocava in via Matteotti.

Domani la Reggio Audace, sorta dalle ceneri della Reggiana di Mike Piazza, ci torna per affrontare il Sasso Marconi nel turno preliminare di Coppa Italia di serie D. Nelle ultime 3 esibizioni al Mirabello i granata hanno sempre perso per 1-0, in A con il Genoa di Pippo Marchioro e con l’ Inter, rete dello zio Bergoni nell’atto conclusivo prima di trasferirsi al Giglio, e in C con il Brescello.

Cesare Vitale, che sedeva sulla panchina rivierasca, ricorda ancora con piacere quella domenica del 17 ottobre 1999. «Vincemmo- dice- grazie ad una bella rete di Chiaretti il primo derby della storia, fu una partita combattuta, in una cornice di pubblico eccezionale, 7-8 mila persone, una gran festa». Non per Fabiano Speggiorin che il giorno dopo Dal Cin esonerò per affidare la Reggiana a Rumignani. .

Vitale cosa fa adesso?

«Sono andato in pensione e per divertimento mi sono messo a disposizione dei dilettanti, attualmente faccio un po’ il diesse e l’allenatore della prima squadra alla Galileo».

La Reggiana l’ha seguita?

«Sono affezionato, io alla Reggiana ho giocato, allenato la Primavera ai tempi di Dal Cin e ci prendemmo ottime soddisfazioni, poi anche in serie A nelle ultime 3 partite, dopo l’esonero di Ferrari, con la gioia parziale del congedo con 2-0 sul Brescia».

Un giudizio sulle ultime vicissitudini?

«Sono contento che si sia ripartiti, bisogna dire grazie a chi ci ha messo faccia e soldi, sono sicuro che Reggio tornerà là dove merita, ci vuole pazienza, ma può contare su un grande pubblico. Bisogna stare vicini a Quintavalli e soci, poi magari strada facendo qualcun altro si farà avanti»

Conosce la D?

«È un campionato tosto, duro, alla fine vince una sola, non ci sono playoff, ma un appendice che dura 2 mesi e non sei sicuro di essere ripescato».

Ci sono 2 correnti d’opinione, una che la differenza la fanno i giovani che sei costretto a schierare, l’altra chi fa gal...

«Ci vuole un mix, devi avere giovani bravini, altrimenti giochi in 7 contro 11, ma anche esperti che diano sicurezza e qualità”.

Un augurio?

«Ai tifosi dispiacerà, ma di non finire nel girone del Modena, che ha costruito una corazzata». —