«Fummo vicini a prendere la Reggiana, domani non verremo »

CASINA. La Pro Patria era stata di proprietà della famiglia Vender, di Carpineti, dal 1999 al 2008. Oggi Roberto, 43 anni, vive a Milanoe prosegue l'attività del padre Giovanni, 70enne, nel campo...

CASINA. La Pro Patria era stata di proprietà della famiglia Vender, di Carpineti, dal 1999 al 2008. Oggi Roberto, 43 anni, vive a Milanoe prosegue l'attività del padre Giovanni, 70enne, nel campo della siderurgia.

Domani sarà al Citta del Tricolore?

«No – risponde l'ex ad bustocco – mi spiace ma fra l'altro sono uscito completamente dal calcio professionistico. Siamo passati ai giovani, abbiamo la Macallesi Milano,una società storica».

E papà?

«Lui è il presidente, restiamo tifosi dei tigrotti, dopo il nostro decennio di gestione».

Perché vi imbarcaste in quell'avventura?

"Venivamo dai dilettanti del Rozzano, ci fu l'opportunità del salto in Seconda divisione. E dopo due campionati nell'ex C2 ci eravamo stabilizzati in C1. Perdemmo lo spareggio play out con il Verona ma fummo ripescati».

La Pro Patria perse poi la finale play off, da favorita, contro il Padova...

«Ma noi avevamo già ceduto la maggioranza del pacchetto azionario. Poi il club fallì, venne rilevato da Tesoro, ora a Lecce ed oggi è di Vavassori».

La famiglia Vender è vicina ai granata?

«Un reggiano lo è per forza, l'ultima volta che siamo stati al Giglio, come si chiamava, finì 1-1, ma forse è passato un decennio. Controlliamo sempre il risultato, eravamo in contatto con Gianluca Temelin quando giocava a Reggio, poichè era stato con noi a Busto».

Nessuno vi ha mai chiamato sulla barca granata?

«A lungo eravamo stati contattati da Chiarino Cimurri, poper il dopo Franco Dal Cin. Si parlò di una cordata, si verificarono varie vicissitudini ma l'ingresso non avvenne mai. Peraltro all'epoca ci cercavano anche per il Ravenna».

Quando lasciate l'Appennino reggiano?

«Papà negli anni '60 passò dalla De Martino della Reggiana all'Ambrosiana Inter. Era centrocampista, non sfondò in prima squadra e iniziò a lavorare a Milano».

Avete ancora casa a Carpineti?

«Ogni tanto veniamo in vacanza. Ci sono gli zii Giorgio e Rita con la famiglia».

Per domani cosa prevede?

«Spero in un pareggio che accontenti tutti, quest'anno non ci sono retrocessioni».

Vanni Zagnoli

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