Reggio Emilia, dalla pulizia degli spazi verdi al “controllo di comunità”

Residenti di via Piaggia inarrestabili dopo la battaglia vinta

Reggio Emilia Sette sacchi raccolti, un obiettivo comune: dare sempre la giusta attenzione al polmone verde sotto casa.

I residenti di via Piaggia sono riusciti a tener lontane le ruspe dall’amato parco del Quinzio. Il successo del passato prenderebbe polvere come un trofeo lasciato in un angolo senza che nessuno se ne possa prendere cura.


Così i cittadini hanno deciso di mettersi a fare letteralmente pulizia. Una decina di abitanti della zona si è ritrovata sabato mattina nell’area verde con guanti, pinze e sacchi per raccogliere rifiuti.
Oggi conferiranno tutto l’indifferenziato alla stazione ecologica Iren di via Mazzacurati. Il resto i volontari lo hanno già riposto negli appositi contenitori.

«Abbiamo raccolto tanta plastica – riconosce Davide Duchetta, esponente del comitato di quartiere – e altra immondizia che in caso contrario sarebbe andata via con il vento. Il Comune non è disattento, ma servirebbe avere un po’ di cura in più».

Una cura aggiuntiva che Duchetta identifica con precisione. «Bisognerebbe partire dai giochi – aggiunge il componente del comitato – proprio di fronte all’area in cui abbiamo operato noi. Ci sono tante panchine, ma un unico cestino che straborda. I vecchi e i ragazzi trovano sempre tanto “schifo” tra cocci di vetro, lattine, canne. Davvero un peccato, visto che il parco è un bene comune e lo utilizzano tutti».

Il residente apprezza l’impegno messo in campo dai giovani del gruppo “Parchetto crew”, traducibile in modo calcistico come “Quelli del parchetto”.
Il calcio non è l’unico motivo per cui i residenti della zona si appassionano all’area verde. «Siamo un gruppo di vicini di casa che a malapena si conoscevano – ripercorre il residente – ma che ha avviato insieme il percorso che ha portato alla mozione in Consiglio comunale e alla certezza che l’accordo tra il Comune di Reggio Emilia ed Edilgrisendi fosse sottoscritto. Così l’area verde potrà rimanere tale e si possono fare investimenti anche semplicemente per fare allenare i ragazzi, dar loro attrezzature sportive e mettere nuove panchine nel parco».



Le idee sono come le ciliegie: una tira l’altra. In tal senso, i perfetti sconosciuti di ieri intendono essere ancora più uniti domani. «Siamo un gruppo aperto a tutto il quartiere – specifica Duchetta – e stiamo cercando di sviluppare l’idea di un controllo di comunità. Ce ne sono un bel po’ a Reggio Emilia, vogliamo farlo anche noi».

Il controllo di comunità mette in correlazioni i cittadini alle forze dell’ordine per aumentare la sicurezza attraverso un occhio più attento sul territorio, senza interventi diretti dei residenti o oronde. Tale controllo si estende dalle segnalazioni di tipi sospetti e possibili furti all’individuazione dell’abbandono dei rifiuti.

Si torna dunque all’aspetto verde a cui i residenti dimostrano di credere profondamente.
«Abbiamo fatto una bella pulizia collettiva – esclama Enrica Colella, residente in prima linea sia per la cura del verde sia per la battaglia dell’anno scorso – e torneremo a rifarla. Abbiamo trovato tanta plastica e tanta carta, rifiuti lasciati abbandonati nell’erba e tante mascherine abbandonate».

«C’è gente che bivacca», osserva Duchetta, pronto a rimettersi in gioco per la pulizia e non soltanto. «Come comitato di quartiere abbiamo proposte da suggerire al Comune di Reggio Emilia – rilancia il residente – in modo da poter realmente mettere mano all’area, grande quanto un campo da calcio e mezzo. Si potrebbero realizzare grandi opere senza grossi costi di manutenzione».


Come Elia Fontana del gruppo dei giovani, così Duchetta tiene a precisare che l’attenzione all’area verde non è fossilizzata unicamente sul pallone, nemmeno a una visione maschile del divertimento e neppure a una prospettiva che metta al centro i giovani senza ricordarsi degli anziani. «Io ho 43 anni, ma sabato alla pulizia l’età media era di settant’anni», riconosce con un battuta lo stesso Duchetta.

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