Sant’Ilario, tassa rifiuti in aumento: + 5% per le famiglie, +2% per le ditte

Il sindaco: «Il Comune ha investito 81mila euro per ridurre gli importi»

Sant’Ilario È stata deliberata nei giorni scorsi dal consiglio comunale la presa d’atto del Piano economico finanziario per il servizio rifiuti 2022. L’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha definito un metodo per stabilire e garantire per ogni Comune un tetto massimo di crescita. Il coefficiente di aumento comunicato da Atersir per Sant’Ilario è del 5,29%.

È il sindaco Carlo Perucchetti a spiegare l’aumento: «Si è scelto di migliorare e potenziare la qualità di calcolo della Tari. Alcuni servizi sono stati aggiunti, altri, sono stati rivisti; le ulteriori funzioni richieste dal Comune ad Iren per il 2022 riguardano gli spazzamenti manuali, la raccolta delle foglie e la raccolta delle pile elettriche. A riduzione degli importi richiesti ai cittadini per la Tari, dal bilancio del Comune sono stati inseriti nel computo generale del piano economico circa 81.000 euro di avanzi vincolati relativi alle gestioni Tari degli anni precedenti. Il Comune, per i propri fabbricati, prevede ulteriori spese per Tari di 14.000 euro. Sempre a carico del bilancio, sono stati inseriti 20 mila euro per sconti sociali a tutela dei soggetti più deboli».


«La proposta di aumenti Tari per le utenze domestiche non tiene insieme l’esigenza di contenere l’aggravio di spesa per i cittadini, cercando di mantenere per i prossimi anni una gradualità accessibile – va avanti –. Per le utenze domestiche prefigura un aumento con una media di 14,45 euro annui a famiglia: dai 5,9 euro all’anno per famiglie di un componente ai 19,4 euro per famiglie con 6 o più componenti. Per le imprese, che hanno tariffe differenziate a seconda dell’attività esercitata, l’aumento medio è del 2,17%. Abbiamo deciso di calmierare il più possibile questo aumento sulle famiglie e sulle aziende, già colpite da pandemia e caro energia».

Alternativa Civica critica gli aumenti del 5% per le famiglie e del 2% per le imprese. «Sulla Tari quest’anno avremo un aumento di 100.000 euro su un totale complessivo di circa due milioni di euro – afferma l’opposizione –. Altri Comuni come Rubiera hanno deciso di utilizzare 23.000 euro dei dividendi Iren e 230.000 euro di fondi Covid per evitare l’incremento della tariffa. Il Comune di Sant’Ilario invece scivola su un inarrestabile piano inclinato, con un aumento del 5% per le famiglie e del 2% per le imprese, aggiungendo un ulteriore 5% di contributo ambientale Tefa». «Il paradosso è che i cittadini riciclano i rifiuti nella misura di quasi il 90% – aggiunge –. Perucchetti, assieme a tutti i sindaci della Provincia, ha votato a favore, non ponendosi il tema dell’ormai insostenibilità della crescita dei costi del servizio rifiuti. Abbiamo chiesto di utilizzare parte dei dividendi che Iren ogni anno ci gira e che sono risorse provenienti dalle tasche dei santilariesi per sterilizzare gli aumenti delle tariffe. Come sempre, la maggioranza ha bocciato questa proposta, dimostrando ulteriormente la propria sudditanza all’azienda».

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