Castelnovo Sotto, la polizia penitenziaria su Ozzi: «Non c’erano segnali di pericolo»

Il sindacato Sappe interviene sulla morte del liberiano

Castelnovo Sotto «Tukpeh Antwi Osborne, quando è entrato in carcere, è stato visitato, come da prassi, da uno psicologo e non era stato ravvisato alcun rischio. Inoltre, in questi mesi non ha mandato alcun segnale che potesse far pensare al tragico epilogo». Michele Malori, segretario del Sappe, esprime il rammarico dei suoi colleghi per quanto accaduto martedì alla Pulce, dove si è tolto la vita il liberiano arrestato il 21 marzo per aver ucciso la suocera Tiziana Gatti.

Nessuno ha posto in dubbio l’operato della polizia penitenziaria, ma il suicidio di un detenuto è una circostanza che inevitabilmente tocca da vicino gli agenti. «Il detenuto è stato soccorso e sono state fatte le manovre di rianimazione. Purtroppo è stato tutto inutile, e il medico intervenuto ha constatato il decesso».

Il 36enne ha approfittato di un momento nel quale non c’era il suo compagno di cella per mettere in atto il suo proposito in modo molto rapido, utilizzando una corda che aveva ricavato con dei tessuti.

Il suicidio, inevitabilmente, riaccende i riflettori sui problemi delle strutture carcerarie. Il segretario Malorni sottolinea ancora una volta quello del cronico sottorganico. Nella casa circondariale di Reggio sono 50 le unità mancanti. Martedì alle ore 14 nella sezione di Tukpeh Antwi Osborne c’era un solo poliziotto che doveva svolgere molte attività (in quel momento i detenuti stavano andando in cortile).

L’avvocato difensore di Ozzi, Rosanna Beifiori, alla Gazzetta di Reggio ha riferito di aver nutrito dubbi sulla stabilità mentale del suo assistito. «Fin dal suo interrogatorio ho avuto la chiara percezione di un disagio profondo, tanto che ho subito detto al pm che mi sembrava una situazione da perizia psichiatrica», ha detto la legale. «Dopo avere acquisito la documentazione medica in procura e aver individuato lo specialista psichiatra, ho presentato la richiesta per il suo accesso al carcere. Ero in attesa dell’autorizzazione». Purtroppo non si è arrivati in tempo.

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