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Villa Minozzo, recuperati tutti i resti dell’elicottero precipitato

I vigili del fuoco hanno lavorato da terra e con il loro velivolo. Ora il materiale è sotto sequestro a disposizione dei periti

Villa Minozzo La verità sull’elicottero precipitato in un canalone sull’Appennino reggiano può arrivare solo dalle perizie. Quelle che, attraverso l’analisi dei frammenti che restano del velivolo partito da Capannori (Lucca) e diretto nel Trevigiano, ci potranno dire se lo schianto è davvero stato dovuto al maltempo, a un fulmine o a qualche altro problema. E ieri, il primo passo verso questa verità, è stato compiuto con il recupero di tutti i rottami del mezzo su cui hanno trovato la morte sette persone.

I vigili del fuoco, dai comandi di Reggio e Modena, hanno lavorato ininterrottamente per tutta la mattinata, dopo le prime opere propedeutiche già messo in atto il giorno prima. Ma ieri, verso le 13, la missione poteva dirsi conclusa con il recupero di tutti i pezzi dell’elicottero. Un’operazione non semplice che ha visto gli uomini del 115 in assetto speleoalpino, con squadre provenienti dal distaccamento di Castelnovo Monti e dalla sede di Reggio, mettere in appositi sacchi i frammenti più leggeri. L’elinucleo – il loro elicottero partito da Bologna – ha verricellato quelli più pesanti, a partire dal motore, che li ha condotti fino al campo sportivo di Civago.

Elicottero precipitato sull'Appenino reggiano: concluse le operazioni di recupero


Ora, tutto il materiale che resta ovviamente sotto sequestro dopo essere stato caricato su un autocarro del comando di Bologna, è stato depositato in un capannone messo a disposizione per il momento dal Comune di Villa Minozzo. Sarò oggetto delle perizie, a partire da quella disposta dal pubblico ministero, titolare dell’indagine, Marco Marano.

Sul caso hanno lavorato senza sosta dal momento del ritrovamento di quello che resta del velivolo – dopo la segnalazione di un escursionista che se lo è trovato avanti, mentre le ricerche ufficiali guadavano alla provincia di Modena – carabinieri, Soccorso alpino, vigili del fuoco e Sagf (il Soccorso alpino della Guarda di finanza), quest’ultimi hanno svolto compito di polizia giudiziaria.

L’area dove è stato trovato il mezzo già nella giornata di oggi, ora che il recupero è stato effettuato, verrà ufficialmente dissequestrata. Fino a questo momento, è stata sorvegliata giorno e notte dalle forze dell’ordine.

Anche per recuperare le sette vittime i lavori sono impegnativi, a 1.600 metri di altitudine. Hanno visto in azione sempre i vigili del fuoco con il Soccorso alpino. Il lavoro di identificazione delle vittime si preannuncia lungo, poiché verrà fatto tramite comparazione del Dna.

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