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«L’organico è in emergenza: servono più magistrati»

Il pg di Bologna Lucia Musti: «La nostra regione sottovalutata» 

Reggio Emilia «Le Procure dell’Emilia-Romagna sono sottodimensionate e sottovalutate rispetto a quelle del sud. A Reggio servirebbe un procuratore aggiunto». Questo l’auspicio espresso da Lucia Musti, il procuratore generale reggente di Bologna.

L’affermazione è arrivata durante i brevi interventi seguiti al discorso programmatico di Paci. Riprendendo il tasto dolente dell’organico, Musti ha concordato: «È vero, tutto il distretto della nostra regione è sottodimensionato, questo da sempre; tanto che a volte certi uffici del meridione hanno organici ben più importanti. Di certo il numero di magistrati in Emilia-Romagna è inferiore al bacino d’utenza. Si è parlato della possibilità, contestuale all’aumento di organico, di un procuratore aggiunto».


Si tratta allo stato attuale di un augurio e di un comune sentire, ha spiegato in seguito Musti: secondo il nostro ordinamento, una Procura deve contare almeno dieci pm per richiedere un procuratore aggiunto, che svolga le funzioni di “vice” del procuratore.

Paci, ad esempio, era procuratore aggiunto a Reggio Calabria: uno dei tre, visto che quel Palazzo di Giustizia, considerato di frontiera, conta una trentina di pubblici ministeri. Reggio per ora ha nove pm: ma l’arrivo di una nuova leva è previsto per l’autunno e a quel punto Paci potrebbe richiedere al Csm e al Ministero della Giustizia il rinforzo strutturale. «In tal caso la procura di Bologna appoggerebbe la proposta di Reggio Emilia – ha precisato Musti – Io la caldeggerei, a mio avviso nelle nostre Procure in sofferenza di organico (Reggio ma anche Modena e Parma) andrebbe prevista questa funzione, che ad oggi manca».

In quelli che ha definito «pochi appunti presi ascoltando Paci» il procuratore generale reggente di Bologna Musti – il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato non ha potuto essere presente per impegni pregressi – ha esordito così: «Il nostro è un ruolo importante della funzione requirente e il procuratore dà un indirizzo a tutti i colleghi. Ritengo che un procuratore debba lavorare più dei suoi magistrati: è un ruolo a tempo pieno, ventiquattr’ore su ventiquattro». Secondo la visione di Musti il primo comandamento di un procuratore è «la tutela dei più deboli: lì deve tendere il nostro lavoro».

È risaputo che il nostro territorio è «ricco, ricco anche di criminalità», organizzata ed economica. «Paci, come ho più volte avuto occasione di dichiarare, per il suo profilo è particolarmente adatto» a guidare la Procura reggiana; «pur non avendo esperienza di guida di un ufficio» (si tratta di una prima volta per Paci, ndr) la carriera del magistrato si attaglia bene alle esigenze di una provincia che, dal maxi processo Aemilia in poi, ha visto moltiplicarsi i processi per ’ndrangheta e per riciclaggio».

Musti si è detta convinta che il sotto Paci «potrà fare da ponte con la Procura del capoluogo regionale e con la Direzione distrettuale antimafia», che in tal modo potranno portare avanti istanze che costituirebbero una svolta, come appunto la battaglia per l’incremento e il potenziamento degli organici «dei magistrati, ma anche dei giudici».

Un passaggio accolto dalla presidente del Tribunale di Reggio Cristina Beretti, che ha ascoltato con particolare interesse. l

Am.P.

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