Referendum, affluenza flop anche a Reggio Emilia: 17 percento

Nella città del Tricolore la “legge Severino” è da salvare, ma le carriere sono da separare

Reggio Emilia Il referendum sulla giustizia fa flop e nel capoluogo reggiano i dati sono da primato negativo.
Nelle 160 sezioni della città del Tricolore si registrano 20.511 voti validi su 120.015 aventi diritto. Il valore è del 17,09 percento: praticamente un avente diritto su sei.

I reggiani si schierano a favore della conferma della “legge Severino”: 10.620 (52,95 percento) votano per mantenere il divieto d’accesso alle cariche politiche per chi ha ricevuto condanne definitive per delitti non colposi gravi. Nell’elenco rientrano mafia, terrorismo, corruzione e concussione.

Vince il “no” anche per mantenere inalterate le misure cautelari nel caso di reiterare alcuni reati, tra cui il finanziamento illecito ai partiti. Il valore è del 50,37 percento (10.046 no).

Domina il sì per il terzo quesito, in cui si chiede di separare le carriere tra giudici e magistrati: 13.596 reggiani (69,01 percento) sono a favore del cambiamento, accantonato dal mancato raggiungimento del cinquanta percento più uno dei votanti (25.766.598 italiani, secondo dati della Camera) richiesto a livello nazionale perché il referendum fosse valido.

Emerge una netta presa di posizione per i “membri laici” quali avvocati e docenti come persone in grado di valutare l’operato dei magistrati, oggi prerogativa del Consiglio superiore della magistratura. Si dicono favorevoli alla modifica della legislazione attuale (confermata come le altre norme oggetto di consultazione popolare) 13.596 reggiani su 20.491 (69,01 percento).

Simile il valore per il quinto e ultimo quesito, riguardante le “firme preventive” che devono raggiungere i magistrati per fare carriera nello stesso Consiglio superiore della magistratura.
Dicono “sì” alla modifica della norma 13.707 reggiani su 20.487, ovvero il 69,46 percento dei votanti. I dati reggiani si riflettono in parte su quelli provinciali. Nelle 478 sezioni del territorio reggiano si raggiunge una percentuale di votanti appena superiore al capoluogo: 17,38 percento con 67.638 voti validi a fronte di 389.111 elettori.

Il primo quesito è l’unico in cui è il “no” ad avere la meglio con 33.359 preferenze, pari al 50,79 percento.
Se il referendum fosse stato valido, la provincia reggiana avrebbe dato un contributo per limitare le misure cautelari grazie a 33.419 preferenze (51,22 percento).

Oltre sette votanti della provincia su dieci (46.175, pari al 70,92 percento) chiedono di separare le carriere. Vince il sì anche per i “membri laici” (69,09 percento) e le “firme preventive” 44.944 votanti (69,48 percento).
Non si raggiunge il quorum nemmeno a Campegine, dove oltre sette elettori su cento votano per le amministrative ma rifiutano la scheda per il referendum. I votanti per le amministrative sono 2.219 (56,01 percento), quelli per i cinque quesiti 1.810 (48,49 percento).

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