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Giallo di Toano: la procura vuole gli indagati in carcere

Presentato ricorso contro la scarcerazione dei tre indagati: il 20 giugno l’udienza al Riesame

Toano La procura non ha cambiato idea. Marta Ghilardini, Silvia Pedrazzini e Riccardo Guida devono stare in carcere.

Per questo il sostituto procuratore Piera Cristina Giannusa ha presentato ricorso contro la decisione con la quale il gip Dario De Luca ha scarcerato il 16 maggio i tre indagati.


L’udienza davanti al Riesame di Bologna si svolgerà il 20 giugno alla presenza degli avvocati difensori Rita Gilioli ed Ernesto D’Andrea.

La procura ritiene che contro i tre indagati ci siano indizi di reato sufficienti.

Il pm contesta soprattutto la ricostruzione del gip in merito al sequestro di persona (che il magistrato De Luca ha ritenuto non provato).

Secondo la procura Giuseppe Pedrazzini è stato realmente sequestrato in casa dallo scorso dicembre fino alla fine di gennaio e pertanto chiede di ripristinare la carcerazione in relazione a tale reato.

In questa fase il pm non insiste sull’omicidio, sebbene l’ipotesi non sia stata scartata, evidentemente perché attende l’esito completo dell’autopsia.

Ghilardini, Pedrazzini e Guida sono indagati per omicidio, sequestro di persona, soppressione di cadavere e truffa (per aver ritirato la pensione della vittima dopo il suo decesso).

Il gip Dario De Luca non ha convalidato i fermi e ha scarcerato gli indagati, disponendo l’obbligo di firma e di soggiorno soltanto per i reati di soppressione di cadavere e truffa.

La signora Marta Ghilardini ha l’obbligo di vivere a Toano, mentre i coniugi Pedrazzini-Guida hanno il divieto di vivere in regione (in queste settimane sono stati a Suzzara, nel Mantovano, dove sono stati aiutati dalla Caritas e dalla parrocchia).

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