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Giallo di Toano: sopralluogo dei Ris insieme alla vedova di Giuseppe Pedrazzini

I carabinieri oggi nella casa di Cerrè Marabino. Gli inquirenti non abbandonano la pista dell’omicidio e cercano indizi

Toano Le indagini sulla morte dell’agricoltore Giuseppe Pedrazzini sono tutt’altro che finite.
Questa mattina dalle 10 i carabinieri del Ris effettueranno un sopralluogo a Cerrè Marabino in cerca di nuovi indizi.
Sarà presente la vedova del 77enne, Marta Ghilardini, e il suo avvocato Rita Gilioli.

Non ci saranno, invece Silvia Pedrazzini e Claudio Guida, che sono tutelati da Ernesto D’Andrea.



Il sostituto procuratore Piera Cristina Giannusa e i carabinieri proseguono la loro attività investigativa per capire cosa sia accaduto nell’abitazione del pensionato.
Ghilardini ha fornito delle dichiarazioni spontanee e può darsi che i militari del Ris debbano trovare i necessari riscontri.
La donna ha sostenuto che il marito è deceduto per morte naturale l’8 marzo, e la figlia e il genero lo avrebbero gettato nel pozzo (coperto poi con un masso di 120 chilogrammi).
I carabinieri potrebbero essere alla ricerca di tracce di sangue all’interno dell’abitazione sotto sequestro.
Gli uomini del Ris, che intervengono per la prima volta su questa scena del crimine, utilizzeranno le loro apparecchiature che sono in grado rivelare tracce non visibili ad occhio nudo.
Dal momento che la vedova ha riferito che il corpo è stato trascinato fino al pozzo, dopo essere stato avvolto in un lenzuolo, è probabile che gli accertamenti siano svolti anche sul tragitto effettuato quel giorno durante quelle macabre operazioni.
La presenza della moglie, oggi in occasione del sopralluogo, rende plausibile l’ipotesi che debba mostrare qualcosa agli inquirenti.

Giuseppe Pedrazzini, come riferito nei giorni scorsi, non aveva acqua nei polmoni, e dunque si può escludere che quando è finito nel pozzo fosse vivo.
L’autopsia ha anche escluso la presenza di traumi sul corpo tali da far pensare a una morte violenta.
Al momento, dunque, tutto lascerebbe pensare a un decesso per cause naturali, ma per escludere l’avvelenamento o l’assunzione di medicine non compatibili con lo stato di salute del 77enne ci vorranno ancora giorni.
L’autopsia è stata effettuata dal dottor Franco Marinelli dell’Istituto di Medicina legale di Modena, che si è preso 90 giorni per comunicare gli esiti (in particolare degli esami istologico e tossicologico).

Il giallo di Toano è lungi dall’essere stato risolto. L’ipotesi che ha preso piede è che in questa vicenda il movente economico sia centrale.
Indipendentemente dalle cause del decesso (che non sono di certo un fatto marginale), la soppressione del cadavere sarebbe legata alla volontà di continuare a percepire la pensione dell’anziano agricoltore.