Reggio Emilia, tenta di rubare cibo scaduto: tradito dal seghetto

Lo strumento rumoroso vanifica l'azione di un 61enne sui container nel piazzale di un supermercato

Reggio Emilia Ha cercato, nel cuore della notte, di forzare dei container in cui gli addetti del supermercato Lidl di via Lungo Crostolo ripongono gli alimentari scaduti.

Un tentativo di furto che sa tanto di disperazione, di vita al limite. Assalti a quel tipo di merce ce n’erano già stati in passato e sempre da parte del disoccupato georgiano 61enne David Dzamukashvili, ma alla Lidl non hanno mai pensato di denunciarlo, visto anche il tipo di furto che veniva effettuato, più che altro per sfamarsi, visto che l’aver perso il lavoro da badante ha messo in difficoltà economiche quest’uomo.
 
Ma stavolta è stato diverso, perché nella notte fra domenica e lunedì il 61enne ha agito rumorosamente per cercare di aprire i container presenti nel piazzale del supermercato.

E un residente, affacciatosi alla finestra, ha visto quanto stava accadendo e ha subito chiamato la polizia. Sul posto sono piombate due volanti che hanno, in pratica, inchiodato il georgiano, non lasciandogli nessuna via di fuga. 

I rumori erano dovuti all’uso di un seghetto di ferro per forzare i lucchetti dei container, come i segni lasciati hanno poi evidenziato ai poliziotti. Ma Dzamukashvili aveva con sè anche due tenaglie, per non parlare della Fiat Punto (intestata alla moglie) con cui era giunto fin lì, rivelatasi piena di arnesi da scasso.
Per tentato furto aggravato il 61enne è stato arrestato dalla polizia, coordinata in questa vicenda dalla pm Maria Rita Pantani.

Momenti che sono diventati complicati anche per lo stato di salute del georgiano, via via precipitato a tal punto da rendersi necessario il suo ricovero urgente in ospedale al Santa Maria Nuova.

E ieri mattina, quando in tribunale si è incardinata la direttissima davanti al giudice Michela Caputo, l’arrestato non ha presenziato, perché ancora ricoverato. L’ha comunque rappresentato l’avvocato difensore Vittorio Spagni che ha illustrato la situazione medica del suo assistito che, in pratica, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Si è quindi passati velocemente alle richieste sulla misura cautelare. La pm Pantani ha optato per l’obbligo di firma giornaliero in questura. 

Di diverso avviso l’avvocato Spagni che ha chiesto la scarcerazione del 61enne: «Il mio assistito è incensurato, si trova in un momento di difficoltà economica e va spesso lì per sfamarsi, per di più ha tentato di aprire dei container che erano vuoti».

Tesi difensiva che è stata avallata dal giudice Caputo: arresto convalidato, ma Dzamukashvili rimane ad attendere il processo (si terrà fra sei giorni) in libertà. Nel pomeriggio il georgiano, ripresosi dalla crisi, è stato dimesso dall’ospedale.
 
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