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Giallo di Toano, la vedova ai carabinieri. «Giuseppe aiutava sorelle e nipote: mi dava fastidio»

Le dichiarazioni rilasciate da Marta Ghilardini quando non era ancora indagata

Toano. Marta Ghilardini non gradiva la generosità che il marito dimostrava nei confronti dei suoi parenti. Lo ha riferito lei ai carabinieri, quando è stata ascoltata e non era ancora indagata. In quel verbale, cosiddetto di sommarie informazioni (mostrato venerdì sera nel corso della trasmissione Quarto Grado in onda su rete 4), si legge: «Tuttavia, viste anche le nostre difficoltà, a mio marito ho più volte fatto presente che mi dava fastidio quando aiutava le sorelle e il nipote con una paghetta. Mio marito mi liquidava dicendo che quelle erano faccende sue».

Nel corso della trasmissione di Rete 4, Floriana, sorella di Giuseppe Pedrazzini, ha respinto in modo sdegnato le insinuazioni secondo le quali i parenti avrebbero approfittato in qualche modo del pensionato. «Nessuno di noi ha bisogno di niente. Ma stiamo scherzando? Chi ha mai avuto bisogno? Io andavo a pelare le galline e lui a Natale ci regalava la gallina...».


Le dichiarazioni della signora Ghilardini risalgono agli esordi delle indagini. Quel giorno la donna ai carabinieri aggiunse altri particolari: «La questione della gestione economica è stata affrontata in particolare dopo la morte di mia madre, visto che con il suo decesso è venuto meno per la famiglia anche l’apporto economico della sua pensione». E infine: «Durante questi mesi di assenza di mio marito abbiamo preso dal conto corrente cointestato parte della sua pensione per vivere. Non so lui con quali soldi stia vivendo». Quest’ultima frase è coerente con il fatto che in quel momento la donna stava ancora fingendo di non sapere che Giuseppe fosse in fondo a un pozzo. In seguito, come noto, ha cambiato versione. Sabato 28 maggio la vedova si è recata dai carabinieri di Castelnovo Monti e poi lunedì in procura a Reggio Emilia insieme alla sua avvocata Rita Gilioli, per dire che il marito era morto tra le sue braccia l’8 marzo (per cause naturali) e la figlia Silvia e il genero Riccardo Guida lo avrebbero trascinato avvolto in un lenzuolo e poi gettato nel pozzo dove è stato ritrovato l’11 maggio scorso. l

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