Giallo di Toano. La moglie senza i soldi per la spesa. Il bancomat l’hanno figlia e genero

Non può uscire dal comune, la sua banca è a Castelnovo

Toano Marta Ghilardini sta vivendo in grandi ristrettezze economiche, da quando è stata scarcerata dal gip.
La donna – indagata per la morte delmarito, trovato morto nel pozzo – non può recarsi nella filiale della sua banca a Castelnovo Monti, perché ha l’obbligo di dimora a Toano, e non ha nemmeno il bancomat, perché l’unica tessera è stata presa dalla figlia Silvia e dal genero Riccardo Guida, a loro volta indagati per gli stessi reati. Secondo la legale Rita Gilioli, che assiste Ghilardini, la donna compra generi alimentari grazie all’apertura di credito di qualche negoziante.

Dunque, non sono soltanto la figlia e il genero e versare in difficoltà. I coniugi hanno l’obbligo di dimora fuori regione e a quanto viene riferito dormono nella loro auto, una Bmw 318 station wagon (comprata con i soldi di Marta e Giuseppe Pedrazzini). Evidentemente sul conto corrente della signora, al quale possono attingere con il bancomat, non c’è una liquidità tale da consentire molte spese. Silvia e Riccardo Guida si sono stabiliti a Suzzara (Mantova), dove hanno l’aiuto della parrocchia e della Caritas.

La signora Ghilardini ha una pensione, oltre ad alcuni beni immobili, come la seconda casa dove sta vivendo ora (la casa di Cerrè Marabino è sotto sequestro). Oltre alle difficoltà economiche, la vedova deve fare i conti con una situazione di isolamento, plasticamente reso dalle immagini del funerale, dove nessuno era al suo fianco. Una scena che ha provocato qualche moto di solidarietà da parte dei suoi compaesani. Una donna ha scritto sulla pagina Facebook dedicata al paese: «Non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di quella donna che va con il sacchetto di plastica al funerale del marito. Una pena infinita. Neanche la figlia accanto a lei. Pietà mista a rabbia».

Quello di Toano è un giallo con molti elementi ancora da chiarire. Prima di tutto sono da accertare le cause del decesso del pensionato di 77 anni. Poi si tratterà di capire perché il cadavere è stato buttato nel pozzo. L’ipotesi che emerge dal quadro di questi giorni è che il movente sia tutto economico: continuare a prelevare la pensione dell’anziano.
 
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