Reggio Emilia, lavoro nero nei cantieri. Operai si danno alla fuga

Segnalati episodi a Bagnolo, Cavriago e Novellara

Reggio Emilia Cinque lavoratori (su 39) in nero e numerose irregolarità in materia di salute e sicurezza, otto attività sospese, undici persone denunciate e sanzioni per un totale di 190mila euro. Addirittura due imprese, che lavoravano in un cantiere pubblico per il rifacimento della scuola media di Cavriago, hanno prodotto della documentazione falsa su corsi di formazione, sorveglianza sanitaria e nomina del medico: i titolari sono stati denunciati per il reato di uso di atto falso, oltre a ricevere un verbale da 88mila euro.

È l’episodio più clamoroso dei controlli nel settore dell’edilizia, dell’agricoltura e del commercio effettuati nel solo mese di maggio dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Emilia, in collaborazione con il Comando carabinieri provinciale e con il supporto del Nucleo Forestale. Si può dire che è stata una strage, tra un muratore straniero clandestino fuggito dai tetti e un altro italiano che percepiva il reddito di cittadinanza ma lavorava in nero.


I controlli sono la diretta conseguenza del protocollo siglato in Prefettura e hanno riguardato venti attività in città e provincia, individuate dall’analisi dei dati provenienti dall’Arma territoriale e dall’esame di banche dati. Le ispezioni sono state finalizzate a prevenire lo sfruttamento del lavoro e di quello sommerso e a verificare il rispetto della normativa sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

A Reggio due locali del centro storico sono stati chiusi e sanzioni. Nelle aree della movida il controllo ha permesso, oltre alle sanzioni, di identificare 5 lavoratori, 3 dei quali irregolari. Sono state riscontrate anche carenze in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che hanno portato all’immediata sospensione delle attività imprenditoriali.

In un cantiere edile a Bagnolo in Piano un operaio italiano non solo lavorava in nero, ma percepiva pure il reddito di cittadinanza. L’operaio è stato denunciato per aver indebitamente percepito il sussidio (per un importo di 17mila euro), mentre l’impresa è stata immediatamente sospesa con sazioni per 12mila euro.

In un’azienda agricola di Novellara maxi multa di 6mila euro e attività sospesa: nel commercio di ortaggi e verdure, gestita da una straniera, lavoravano due operai “in nero”. Sempre a Novellara, in un cantiere edile, l’imprenditore edile straniero ha fatto lavorare uno straniero privo di permesso di soggiorno.
Il giovane operaio, alla vista dei militari, è scappato dileguandosi sul tetto dell’edificio in ristrutturazione: una fuga tra l’altro molto pericolosa. In seguito i carabinieri hanno rintracciato l’individuo; e dopo l’identificazione tramite le impronte si è appurato che l’operaio era privo di permesso di soggiorno per lavoro subordinato. L’attività è stata subito sospesa ed il datore di lavoro, oltre alla contestazione di illeciti amministrativi e ammende per violazione norme di lavoro e salute e sicurezza per un conto da 25mila euro, è stato denunciato.

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