Liga a Campovolo. I 120 di Maxdevil pronti alla sfida

Il titolare Faietti: «Siamo in casa. Dobbiamo essere ineccepibili»

Reggio Emilia Una squadra di 120 persone per affrontare una marea di centomila persone. Massimo “Max” Faietti da Novellara da decenni è celebre per il marchio che ha ideato: “Maxdevil”.

Il logo accompagna dai primi passi le esibizioni di Luciano Ligabue e Faietti non poteva far eccezione per il concerto con cui il Liga festeggerà trent’anni di carriera.


Il titolare era pronto nel 2020 e l’anno dopo, prima dei rinvii del concerto a causa della pandemia. Il momento tanto atteso dai fan e non soltanto si sta avvicinando e Faietti attende trepidante.

Le vendite di “memorabilia” quali magliette, bandane e cappelli sono già partite. I più attivi in rete appaiono i sostenitori più affezionati, pronti ad aggiungere nuove emozioni nella bacheca dei ricordi.

«Ligabue sta ottenendo parecchia visibilità sulle reti nazionali – attesta il titolare – e tale aspetto si riflette parecchio sull’e-commerce. I fan più fedeli preferiscono arrivare con magliette, cappelli e bandane. La maglietta è il prodotto top per il tipo di clientela. Il concerto sarà all’aria aperta, quindi al pomeriggio ci sarà la necessità di mettere il copricapo. Il pubblico di Ligabue è eterogeneo, ma non è più composto da giovanissimi».

In che senso? «Resta tutto da vedere – prosegue Faietti – ma in questi due anni di pandemia si sono fermate le “nuove leve”. Anche i ragazzi che avevano venti anni nel 2020 adesso ne hanno due in più. Il pubblico si sta spostando verso la fascia dai 40 ai 60 anni. I giovanissimi hanno in genere altre predisposizioni».

La ditta non è rimasta a guardare tra un concerto rimandato e un altro.
Le attività sono ripartite e appena qualche giorno fa il titolare era a Firenze per l’esibizione al Tuscany Hall di Litfiba. Il Liga resta però il Liga. Essere presenti a Reggio Emilia per l’inaugurazione della RcfArena Reggio Emilia a Campovolo permettere di soppesare oneri e onori.

«Fare merchandising nella propria città è più semplice per la logistica – concede Faietti – ma sono richiesti molti più servizi. Siamo a casa e dobbiamo dare performance di alto livello: dobbiamo essere ineccepibili. Avremo due aree ospitalità come quelle della Formula Uno con camion attrezzato e veranda. Saremo presenti anche con apecar per dare informazioni al pubblico. I sostenitori ci riconoscono, sanno chi siamo. Ogni volta che ci vedono comprendono che sono sulla strada giusta per il concerto. Ci chiedono informazioni sulla logistica, sui trasporti, sui biglietti».

Parlando di biglietti, i pacchetti per le cinque zone (red, yellow, orange, blue, green) sono esauriti da tempo. Restano i pacchetti esclusivi “edizione platino” a 349 euro.
Gruppi di sostenitori di Ligabue mettono in guardia sulle pagine social sui rischi di maggiorazioni da parte di chi mette in vendita i propri biglietti a prezzi più elevati.


Il “bagarinaggio” e le truffe vere e proprie restano due ostacoli da rimuovere per non rovinare la festa e non alleggerire i portafogli. Faietti riflette anche su un terzo aspetto: i rivenditori abusivi.
«Il merchandising non ufficiale è un argomento non gradito – riflette il titolare – Noi abbiamo da sempre materiale ufficiale e abbiamo una forte attenzione al contrasto della contraffazione. Lavoriamo in sinergia con la Guardia di Finanza e il Centro Nazionale Anticontraffazione. Adesso i contraffattori sono più difficili da collocare come figure».

Il motivo è presto detto. «Solitamente oggi chi che fa bagarinaggio è un “pesce piccolo”, una persona che percepisce il reddito di cittadinanza – la lettura di Faietti –. Un tempo invece svolgeva il “mestiere” di “bagarino” per portare a casa la giornata, senza dover essere attenti a non giocarsi il benefit che riceve ogni mese dallo Stato. Non ci aspettiamo che quest’anno siano numerosi».

L’attività preferirebbe impiegare la squadra di 120 persone soltanto per far festa nella legalità. In caso contrario, si dice pronta ad agire. «Ogni settimana abbiamo una persona dedicata che si sposta sul territorio per costituirci come parte lesa – conclude Faietti – con costi fuori dal normale. A breve avremo un’udienza a Milano che risale circa al 2015».

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