Protesta dei genitori a Casalgrande per la scuola d’infanzia chiusa

«Avevate promesso di riaprirla». Il sindaco: «Valutiamo tempi e costi»

Casalgrande Nel corso della notte sulla cancellata della scuola d’infanzia statale di via Garibaldi è comparso uno striscione con la scritta “Avevate promesso di riaprire la scuola! Ora ridate la scuola ai bambini!”. Dall’estate 2021 l’edificio non è accessibile perché una perizia ha evidenziato problemi strutturali seri e il sindaco Giuseppe Daviddi decise di vietare l’accesso in attesa di una sistemazione. Le sezioni ospitate sono state trasferite da via Garibaldi in due sedi: al polo 0/6 di via Pasolini e nell’ala Est della scuola media del capoluogo. Pochi giorni fa Daviddi ha incontrato i genitori per parlare delle scelte future, in particolare sull’apertura di un cantiere per rendere agibile il plesso in attesa della possibile costruzione di un nuovo edificio. L’intervento richiederà diversi mesi, e a settembre 2022 sarà impossibile riattivare le lezioni in via Garibaldi. Da qui la reazione dei genitori e lo striscione.
Matteo Balestrazzi, capogruppo Pd: «Il sindaco aveva garantito la riapertura a settembre, ma così non sarà. Ci rimettono i genitori, i bambini e le famiglie, perché si trovano in una situazione di assurda e ingiustificabile incertezza». Come mai – continua – «hanno comunicato alle famiglie solo ora, a maggio, che il plesso sarà chiuso per il secondo anno di fila? In attesa dei finanziamenti pubblici per l’eventuale ristrutturazione o ricostruzione, in che struttura del territorio saranno assegnati i figli?».
«Avevo chiesto 15 giorni di pazienza alle famiglie, evidentemente non ne hanno avuta», commenta Daviddi. «Facciamo chiarezza: quando sono emersi i problemi strutturali, abbiamo iniziato a valutare tempi e costi della sistemazione, che richiederà oltre 300mila euro, e avviato i percorsi del caso. Nel frattempo, si sono aperte possibilità legate al Pnrr, per presentare un progetto per la costruzione di un nuovo plesso. Abbiamo valutato ogni strada, visto che comunque ai costi della ristrutturazione avremmo dovuto unire quelli per il trasporto e la gestione delle sedi alternative», spiega. E ora? Il primo passo sarà la ristrutturazione, senza escludere integrazioni più ambiziose: «Abbiamo deciso di avviare la ristrutturazione. Il cantiere partirà prima possibile; contiamo di riaprire il plesso nel corso del prossimo anno scolastico. Non rinunciamo però al progetto: se sarà possibile presentarlo e verrà accettato, potremo pensare a realizzare un nuovo complesso da affiancare a quello esistente».  l

 © RIPRODUZIONE RISERVATA