Gli “Algoritmi” di Tavernelli per interpretare il presente

Venerdì 20 esce il sesto album del correggese con l’etichetta Lo Scafandro

CORREGGIO. Un disco tutto da decifrare, ricco di mistero e di voglia di andare oltre. Venerdì 20 maggio verrà pubblicato “Algoritmi” di Fabrizio Tavernelli, sesto disco solista del cantante e musicista correggese attivo dagli anni ’80, prima con i EnManque D’Autre e poi, negli anni ’90, con gli Afa (Acid Folk Alleanza). È la band con cui ha inciso grandi album in uno dei periodi dorati del rock italiano e reggiano, quello esploso attorno ai Dischi del Mulo dei CSI di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni.

“Taver”, già da tempo impegnato con le sue formazioni, ha dato un contributo decisivo all’evento simbolo di quel periodo, il progetto Materiale Resistente allestito per il 50esimo anniversario della Liberazione. Dal rock screziato di elettronica e ritmi digitali degli Afa, Fabrizio si è mosso in tanti mari musicali, toccando isole di psichedelia, di disco-music classica, di richiami etnici e di avanguardia sperimentale, usando tante sigle come Groove Safari, Roots Connection, Duozero, Ajello Babel, IRRS, Impresa Gottardo. Il dialogo fra cantautorato, digitale e rock – la passione di sempre, condivisa col fratello Davide, Little Taver – è rimasto in capo ai lavori da solisti, quelli titolati a Fabrizio Taverneli e suonati con il complesso che lo affianca da tempo.


Ne fanno parte alcuni dei più apprezzati strumenti della scena reggiana, il chitarrista Marco Santarello, il tastierista Alessandro De Nito, il bassista Marco Tirelli e il batterista Lorenzo Lusvardi. La formula non cambia con “Algoritmi”.

Il quartetto rappresenta la base delle nuove tracce, registrate al teatro Asioli di Correggio e poi rifinite al Bunker Studio di San Faustino di Rubiera di Paolo Ferraboschi. Fra gli ospiti, il vecchio amico dei tempi dei CSI Giorgio Canali, ormai un correggese adottivo, e l’orchestra Algoritmo Ensemble diretta da Simone Copellini, nel brano “Il lupo e lo Sciacallo”.

Le prime presentazioni dal vivo sono già alle spalle, divise fra Correggio e lo storico circolo Arci Ribalta di Vignola, sempre in compagnia della band e di Canali. Adesso è il momento dell’uscita ufficiale per l’etichetta Lo Scafandro, in formato cd e in quelli digitali ormai prevalenti. Come il titolo racconta, si parla di numeri e di algoritmi, parola un tempo destinata solo a chi viveva di calcoli o a chi si affacciava a studi scientifici. Una parola che arriva da lontano, da tempi in cui matematica e filosofia erano un unico sentiero per interpretare l’universo.

«La parola Algoritmo deriva dal nome del matematico persiano Abu Ja’far Mohammed Ibn-Musa Al Khwarizmi vissuto alla corte reale di Baghdad», ricorda Tavernelli. Oggi l’approccio è apparentemente diverso ma un aspetto non è cambiato, ovvero la capacità di incidere sulle esistenze, in maniera diversa: «I numeri stessi hanno perso la loro anima insieme a noi. Oggi sono gli algoritmi a governare il mondo, il nostro quotidiano, il lavoro, le nostre scelte, persino la nostra sfera sentimentale/sessuale. Certo esistono ambiti nella ricerca, in medicina, nella scienza in cui gli algoritmi hanno accelerato progressi, evoluzioni, scoperte ma non si può negare che oggi la gestione sociale/esistenziale degli individui secondo calcoli e simulazioni informatiche assomiglia ad una tirannia. Una tirannia che nonostante i proclami di efficienza e modernità ci riportano a un passato in cui i diritti e le condizioni di lavoro erano inumane», è la cupa conclusione.

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