Giallo di Toano: il gip scarcera moglie, figlia e genero di Pedrazzini. Gli indagati: "Qualcuno non voleva che andassimo a rogito"

Il giudice ha disposto il solo obbligo di dimora, per soppressione di cadavere, e non ha convalidato i fermi

TOANO. Il giudice ha disposto la scarcerazione di Marta Ghilardini, Silvia Pedrazzini e Riccardo Guida, rispettivamente moglie, figlia e genero del pensionato di 77 anni Giuseppe Pedrazzini, trovato morto la scorsa settimana in un pozzo nei pressi della sua abitazione di Cerrè Marabino di Toano.

Il gip Dario De Luca ha disposto l’obbligo di dimora per i tre indagati per il solo reato di soppressione di cadavere, mentre ha respinto l’ipotesi di omicidio e sequestro di persona.

Il giudice non ha convalidato i fermi.

La signora Ghilardini, assistita dall’avvocato, Rita Gilioli, si è avvalsa della facoltà di non rispondere e dimorerà a Toano.

Giallo di Toano, i difensori: "Non ci sono indizi a loro carico"

Pedrazzini e Guida, che sono tutelati da Ernesto D’Andrea, andranno a Taranto. Anche loro non hanno risposto alle domande, sebbene la figlia del pensionato abbia rilasciato delle dichiarazioni.

Nel giallo di Toano ci sono diversi che attendono di essere chiariti. Il primo, più importante, riguarda la causa della morte: toccherà all’autopsia stabilirla.

Le indagini sono tutt’altro che concluse.

Intanto, arrivano le prime dichiarazioni degli indagati appena usciti dal carcere. "Sappiamo solo che ci hanno bloccato un rogito, un rogito della madre. Lo doveva fare questa settimana, 50mila euro. E a qualcuno non andava bene..." ha detto Guida.

Il giallo di Toano: scarcerati moglie, figlia e genero