Reggio Emilia, piscine pronte, ma mancano i bagnini. «Non troviamo il personale per l’estate»

Giacomo Doglione, coordinatore di otto impianti tra cui l’Aquatico: «Le abbiamo provate tutte ma nessuno si fa avanti»

REGGIO EMILIA. AAA cercasi bagnino disperatamente. Dopo aver messo annunci e avvisi su tutti i canali social, l’Uisp lancia un grido d’allarme.
«A tre settimane dall’inizio della stagione estiva mancano all’appello una decina di assistenti bagnanti. Ci sono arrivate pochissime domande. Chi è interessato è pregato di farsi avanti, anche per disponibilità di un solo mese», afferma Giacomo Doglione, coordinatore degli impianti natatori di Kinema Srl, società 100% Uisp che gestisce otto piscine: il circuito Komodo (Rubiera, Boretto, Campegine e Castelfranco Emilia), l’Azzurra di Scandiano, l’Ego Village di Collecchio a Parma e l’Aquatico. E da quest’anno anche Bagnolo, visto che la società si è aggiudicata il bando due settimane fa.

I bagni introvabili come i camerieri e gli stagionali della Riviera? «Non saprei. Facciamo fatica a leggere la situazione: se registrassimo rinunce si potrebbe ipotizzare che la retribuzione è scarsa. Invece il punto è che non abbiamo nemmeno colloqui: nessuno si fa avanti. Direi c’è un problema sulla figura e sulla stagionalità – riflette Doglione – A differenza che nella ristorazione, credo che a “pesare” siano stati i rivolgimenti nel settore sportivo causati dal Covid: lo stop per oltre due anni, la minore attrattività, il fatto che gli studenti non abbiano investito nel conseguimento del brevetto».

Brevetto – con un costo dai 400 ai 500 euro – per il quale occorrono almeno tre o quattro mesi di tempo; chi non ha provveduto non può improvvisare. Si aggiunga il fatto che molti assistenti bagnanti sono stati spazzati via dalla chiusura prolungata con ammortizzatori minimi e hanno preferito spostarsi in settori meno precari. E forse occorre considerare la voglia, da parte delle nuove leve, di godersi la prima estate di libertà anziché ipotecare l’estate per guadagnare.

Le condizioni di lavoro, di per sé, non paiono così male. Kinema è solita assoldare una cinquantina di assistenti bagnanti per i tre mesi estivi di giugno, luglio e agosto. Si lavora sette giorni su sette. Lo stipendio si aggira sui 1.200 euro a tempo pieno, «anche se prevalgono i part-time».

La ricerca è stata graduale, prosegue Doglione. «Prima ci siamo rivolti alle agenzie interinali. Poi alle piattaforme online: oltre a lanciare una campagna social specifica sulla ricerca di personale, abbiamo inviato mail a tutte le società Uisp. E perfino annunci su Subito.it». Niente. A quel punto «abbiamo preso contatti con le due società che rilasciano il brevetto di assistente bagnante: la Fin (federazione italiana nuoto) e la Società Nazionale di Salvamento a Genova; loro sono stati molto disponibili, li ringraziamo, hanno fatto circolare i nostri numeri ai quei pochi brevettandi che abbiamo assoldato».

Il numero dei bagnini, però, è ancora insufficiente. E la stagione è alle porte: la prima piscina del circuito Kinema ad aprire sarà Rubiera (con vasca al chiuso e all’aperto) il 28 maggio, seguiranno a ruota le altre strutture il 4 giugno, in coincidenza con la chiusura delle scuole.

Perciò il coordinatore ha deciso di lanciare un appello. Se anche questo tentativo cadrà nel vuoto, prosegue Doglione, «le possibilità sono due: o spostiamo personale brevettato, che ora svolge funzioni amministrative o di reception, a bordo vasca; oppure ridurremo il servizio. Preferiremmo evitare sia la prima opzione (sarebbe l’ennesimo cambio organizzativo) sia la seconda (occorre divertirsi in sicurezza). Ma è ovvio che la priorità è scongiurare la chiusura anche parziale: non ce lo possiamo permettere».

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