Reggio Emilia, la pace in memoria di don Dossetti

L'arcivescovo di Palermo: «Serve una vera cultura del dialogo»

REGGIO EMILIA. È uno studioso e un seguace di Giuseppe Dossetti il principale destinatario, per la sezione “singoli cittadini”, del Premio per la Pace intitolato al monaco che fu partigiano e padre costituente. L’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice è intervenuto ieri mattina nella Sala del Tricolore insieme ai rappresentanti delle associazioni e agli studenti a cui la giuria presieduta da Pierluigi Castagnetti, già europarlamentare e vicepresidente della Camera, ha conferito gli altri riconoscimenti della tredicesima edizione 2021-2022 del Premio.

Alla cerimonia hanno partecipato, in rappresentanza degli enti promotori, l’assessore comunale Daniele Marchi, la sindaca di Cavriago Francesca Bedogni, la vicepresidente della Provincia Ilenia Malavasi e la vicepresidente della Regione Elly Schlein. Lorefice, che ha ricevuto in questa occasione anche il Primo Tricolore, ha sviluppato le coordinate del suo pacifismo in una lezione dal titolo “Finché c’è tempo”, nella quale ha citato Dossetti, l’arcivescovo bolognese Giacomo Lercaro, gli appelli per la pace di papa Francesco e i relativi riferimenti biblici e teologici.


In particolare ha sottolineato il contributo che Dossetti diede alla redazione dell’articolo 3 della Costituzione e soprattutto dell’articolo 11 che ripudia la guerra. «Fu proprio lui – ha detto – a convincere l’Assemblea Costituente a votarne all’unanimità la formulazione, ma anche lui stesso, purtroppo, a sottolineare tante volte, soprattutto negli ultimi anni della sua vita, come ne fosse stato eluso lo spirito nella debolezza di scarse politiche preventive, nella timida diffusione di una nuova consapevolezza sociale, nella scarsa priorità data alla promozione di una vera cultura del dialogo».

Il premio per la sezione associazioni nazionali è stato assegnato a Insight - Centro studi ricerca formazione di Bologna per il progetto “Liberi dentro - Edu Radio & Tv Bologna e Regione Emilia-Romagna” sviluppato nel carcere bolognese in tempo di pandemia. Menzioni speciali sono state conferite a Verba di Torino per il progetto “Prisma per le relazioni di aiuto” sui temi della disabilità intersezionale ed a Rondine Cittadella della Pace di Arezzo per il progetto “World House”, un percorso di convivenza per studenti che provengono da paesi nemici tra loro.

Il premio per la sezione associazioni reggiane-premio Manodori è stato conferito ex aequo all’associazione di volontariato Amar Costruire solidarietà per il progetto “Laboratorio protesi arti per i mutilati di Aleppo” ed all’organizzazione non governativa di volontariato internazionale Volontari nel mondo-Rtm per il progetto “Pace - Partnership for a new Approach to Early Childhood Education” su formazione e partenariato pubblico-privato delle scuole dell’infanzia in Palestina.

Sono stati inoltre premiati con buoni spesa per visite, laboratori, attività didattiche e acquisti di materiale didattico gli studenti delle scuole superiori reggiane che hanno partecipato con articoli, saggi brevi, lettere, testi di canzoni o altri elaborati. Il primo premio è stato aggiudicato ex aequo a Elena Yu Yi Hui e ad Elena Ricchetti della V° I relazioni internazionali per il marketing dello Scaruffi-Levi-Tricolore.

Seconda classificata Alice Ferretti della IV H del liceo artistico Gaetano Chierici. Terzo premio a Manal Boussnal, III P liceo scientifico del Cattaneo-Dall'Aglio di Castelnovo Monti. Menzione speciale alla classe IV A del Filippo Re per il contributo all'attività sociale del Premio per la pace, realizzato all’interno del progetto “Giovani Protagonisti” di Officina Educativa, che si svolge in collaborazione con la Cooperativa Reggiana Educatori, gli istituti superiori e Unimore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA